Stagista in comune. Si, ma pagato
Busto Arsizio - Reguzzoni: troppo spesso queste esperienze sono puro sfruttamento. Così negli assessorati faranno uno stage diplomati e laureati che alla fine saranno anche rimborsati
Volenterosi diplomati e laureati cercasi per Palazzo Gilardoni, sede dell’amministrazione comunale di Busto Arsizio. Dai prossimi mesi infatti gli assessorati potranno formare giovani laureati e diplomati attraverso stage. Si chiamano tirocini formativi e chi lo farà a Busto Arsizio sarà anche pagato. Il progetto è stato messo a punto nelle settimane scorse dall’assessore ai giovani Paola Reguzzoni che ne ha presentato le linee guida durante la commissione cultura e problematiche giovanili svoltasi nei giorni scorsi a villa Tovaglieri.
È vero gli stage formativi rappresentano in molti casi il primo ingresso del giovane nel mondo del lavoro. Sono il suo primo contatto con una realtà che non è quella scolastica. Se in alcuni casi non sono sono vere e proprie professionalità che si portano a casa, si tratta comunque di un’esperienza che ha arricchito il bagaglio di studenti e giovani alle prime armi. «Ma spesso si tratta di forme di sfruttamento» commenta anche Reguzzoni. Per questo l’amministrazione comunale di Busto Arsizio vuole cambiare musica. E gli stage avranno così un rimborso seppur simbolico.
Il progetto dei tirocini punterà ad inserire un giovane in ogni assessorato in grado di seguirne il percorso. Il tirocinio durerà dai quattro ai sei mesi a seconda del titolo di studio. Lo stagista avrà un tutor che lo seguirà e che valuterà sin dall’inizio il suo impegno. La valutazione iniziale positiva consentirà allo studente di proseguire e meritarsi così il rimborso che potrà oscillare dai trecento ai quattrocento euro. Il “contratto” di stage infatti si può anche rescindere. il comune ha predisposto un budget di ottomila euro che prevede anche la copertura assicurativa.
La convenzione sui tirocini formativi, che prevede l’accordo fra l’ente comunale e le scuole, sarà sottoposta al consiglio comunale per l’approvazione. Nei giorni scorsi è passato al vaglio della commissione cultura presieduta da Walter Fazio e non ha incontrato rilevanti critiche nelle opposizioni consiliari.
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