In mille al Pirellone per dire basta alle morti nei cantieri

Applicazione delle regole, maggiore spazio sui media e più controlli sono le richieste delle tre sigle sindacali che hanno manifestato in un presidio alla sede della Regione

Troppi morti nei cantieri. Ventisei solo dall’inizio dell’anno e solo in Lombardia. Un’assurda conta di lavoratori che muoiono non per fatalità, ma per un modo di lavorare ancora troppo spesso privo di quell’attenzione necessaria verso le regole sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. E per affermare che le morti sul lavoro si possono e si devono fermare, una delegazione di circa mille, fra lavoratori e sindacalisti, si è data appuntamento questa mattina a Milano di fronte alla sede della Regione. Perchè proprio qui? «Perchè due anni fa la Regione, assieme alle tre sigle sindacali del comparto edile, vale a dire FIllea-Cigil, Feneal-Uil, e Filca-Cisl – spiega Antonio Massafra della Uil – firmò un protocollo dove si impegnava ad aprire tavoli di lavoro e momenti di verifica sulla sicurezza nel comparo edile, fatto che non avviene oramai da sei mesi. Inoltre ci battiamo affinchè i media siano più attenti a parlare delle morti sul lavoro, che sulle prime pagine dei quotidiani e dei telegiornali non fanno notizia, ma che sono tantissimi».
A rivendicare maggiore attenzione rispetto a questo problema anche Francesco Condorelli, della Filca-Cisl: «Non è possibile continuare a far pagare sulla pelle dei lavoratori gli appalti più concorrenziali, con le aziende che fanno carte false per aggiudicarsi i lavori ma che poi risparmiano sulla formazione e sulla sicurezza. La sicurezza non può essere vista come un costo da abbattere, e per giunta non è accettabile che in una regione “ricca” come la Lombardia siano da registrare “primati” di questo tipo».

Tra le proteste e gli slogan, scanditi non solo sotto il Pirellone ma anche nei pressi degli uffici regionali del lavoro di via Lepetit, gli edili hanno puntato il dito anche sui controlli da parte degli attori istituzionali. L’Asl e l’ispettorato del lavoro continuano infatti a denunciare carenze d’organico, che si riflettono in minori controlli sui cantieri: laddove questi sono stati intensificati, come nella Bergamasca, gli infortuni si sono infatti ridotti del 70 per cento.
«E’ questo quanto abbiamo detto alla delegazione della presidenza della regione Lombardia – ha concluso Claudio Croci – della segreteria Fillea-Cgil di Varese. Chiediamo alle istituzioni di creare una task force della sicurezza per ogni provincia lombarda così da riflettersi in maggior attenzione alle condizioni di lavoro degli edili. Per questo sarà opportuno realizzare un decalogo della sicurezza da far entrare in tutti i cantieri».

Tutti gli eventi

di maggio  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

Redazione VareseNews
redazione@varesenews.it

Noi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.

Pubblicato il 02 Luglio 2003
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.