Prima della struttura, alla biblioteca serve un progetto
Donato Lozito di Nuovo Centro Destra interviene su un tema che da anni riemerge a Gallarate: le scelte da fare rispetto alla biblioteca, tra collocazione e nuove funzioni
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato formato da Donato Lozito, portavoce del Nuovo Centro Destra a Gallarate
Riteniamo sia giunto il momento che, come N.C.D., si partecipi all’ampio dibattito che in questi giorni si è svolto sulla stampa locale e parzialmente anche in Consiglio Comunale.
Partire semplicemente dalla scelta dell’edificio e dalla sua collocazione ci pare quantomeno parziale, questo potrà avvenire solo dopo la condivisione del ruolo della biblioteca che oggi è fortemente messo in discussione dai rapidissimi cambiamenti del mondo tecnologico ed editoriale; ci si deve chiedere inoltre per quali motivi i dati riportati dalla stampa locale rispecchiano una situazione di inefficienze e di non coinvolgimento della stragrande maggioranza della popolazione gallaratese.
Solo rispondendo a questi primi due quesiti si potrà andare oltre ma non immediatamente con “il procediamo ad erigere” ma ponendosi ulteriori domande del tipo quale servizio la biblioteca deve offrire e quali sono gli strumenti per poter misurare l’apprezzamento del servizio stesso presso la cittadinanza ed il territorio più esteso in un rapporto costi/benefici, visto che non si vendono prodotti misurabili in termini di fatturato. Ulteriore quesito importante: ci si è posti la domanda di quali siano i bisogni culturali dei cittadini in particolare dei Gallaratesi? E chiedersi quindi se l’ente biblioteca può essere nelle condizioni di dare delle risposte a tali esigenze da solo e/o in rete con altri sistemi di biblioteche e/o con altre realtà culturali.
Tali premesse le riteniamo necessarie se non fondamentali in quanto ci è sembrato, apprendendo dalla stampa locale, che a Gallarate questo tipo di dibattito non sia mai avvenuto e che solo ora questa amministrazione “illuminata dallo Spirito Divino” si ponga il problema della biblioteca e abbia le soluzioni.
Riteniamo di poter affermare che così non è, dato che negli anni precedenti sono stai prodotti documenti che tenevano conto di quanto precedentemente detto quindi ci domandiamo che fine ha fatto tutto questo lavoro, se gli enti e le persone che ci hanno lavorato con dispendio di denari pubblici e fatica sono stati coinvolti se sì, dove sono gli esiti e inoltre ci chiediamo se sono stati coinvolti gli organi istituzionali come le commissioni consiliari e quindi il Consiglio Comunale stesso.?
Come nota e postilla facciamo rilevare che esiste un progetto architettonico elaborato da uno studio di architettura vincitore di bando di concorso il quale ha collaborato con esperti di progetti biblioteconomici e sovrintendenza delle Belle Arti perché le esigenze architettoniche e di ristrutturazione fossero in armonia con i servizi bibliotecari e culturali in senso più ampio del termine aperti alle esperienze più avanzate con orari di servizio molto più ampli di quelli indicati da questa amministrazione realizzati attraverso il potenziamento dei servizi di rete senza modificare il rapporto numerico del personale.
Riteniamo importante la nostra partecipazione al dibattito in quanto la realizzazione della biblioteca imporrà delle scelte strutturali e temporali significative che non possono essere calate da una rappresentanza ancorché vincitrice di elezioni.
Apprendiamo sempre dai giornali che si vorrebbe procedere alla scelta del direttore della biblioteca attingendo da personale interno. Ci auguriamo che le caratteriste della persona scelta rispondano alle precise indicazioni della Regione Lombardia sui profili professionali del direttore di biblioteca (vedasi delibera giunta regionale n. 26 marzo 2004, n. VII/16909).
Ci incuriosisce l’affermazione, riportata sempre dalla stampa, da parte dell’Assessore alla partita della cultura, che non fosse possibile procedere nella scelta di “Palazzo Minoletti” perché la metratura non permetteva ampliamenti. Ci pare una giustificazione quantomeno curiosa e sicuramente degna di approfondimenti da parte dell’Assessore.
NON E’ UNA QUESTIONE DI TRASLOCO. Secondo noi non è in questione il luogo più o meno adatto. E’ UNA QUESTIONE CULTURALE. Proponiamo di dare inizio ad un serrato confronto sulle ulteriori potenzialità “dell’idea di biblioteca” , collocando questo modo “d’incontrare il pensiero umano” in un contesto più adeguato, più ampio. Siamo certi che uno sguardo acuto, curioso e quindi attento sulla realtà, è il metodo che se applicato promuove le idee; e su questo il nostro centro studi è pronto al confronto istituzionale.
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