Varese, coraggio e harakiri a Crotone
I biancorossi, senza otto giocatori, segnano due volte con un grande Pavoletti. Ma a pochi minuti dalla fine un'azione sciagurata di Blasi consegna ai calabresi il rigore del 3-2 finale
L’orgoglio e il rammarico, la testa alta ma allo stesso tempo le lacrime agli occhi. Il Varese perde a Crotone una partita pazzesca, che meritava un epilogo diverso per quanto messo in campo dai "reduci" di Sottili ma che mette in luce un’altra volta uno dei peccati originali di questa squadra, quella che più di tutte finisce le partite carica di cartellini rossi e gialli. Allo "Scida" per i calabresi che ora occupano il terzo posto, finisce 3-2, con quelle due reti biancorosse messe a segno dal solito, straordinario, Pavoletti e vanificate nel finale da un errore pazzesco di Blasi che in un sol colpo ha regalato palla, rigore e doppia superiorità numerica ai padroni di casa. Con solo 5′ da giocare, più recupero. Fino a quel momento il Varese aveva saputo soffrire, dare e prendere botte, chiudersi in difesa contro una delle avversarie più in forma del torneo, reagire anche all’inferiorità numerica dopo il primo rosso a Damonte. Il tutto senza sette uomini rimasti a Varese cui si è aggiunta l’indisponibilità pure di Corti, giocatore attorno al quale erano stati costruiti gli ultimi equilibri da parte di Sottili. Eppure, in questo scenario, gli undici "crociati" avevano tenuto botta e stavano per cavare un punto fondamentale in chiave salvezza. Poi la frittata cucinata da uno degli uomini più esperti, da cui non ti aspetteresti una cosa del genere (e Blasi, fino a lì, era stato molto prezioso).
Capita, anche se non dovrebbe succedere: speriamo però che questo scivolone non intacchi la corsa verso quota 50 che ha subito due battute di arresto consecutive. Di questo passo ci sarà da soffrire sino all’ultima gara: prepariamoci, e speriamo che lo staff medico riesca a recuperare un po’ di infortunati.
COLPO D’OCCHIO – Ci si aspetta il caldo del Sud, in una primavera che volge all’estate, e invece nel catino dello “Scida” sono freddo, vento e nuvole a farla da padrone (nella ripresa pure la pioggia). Allo stadio però sono in tanti: circa 6000 i tifosi calabresi che sognano in grande e coprono con un bandierone l’intera curva all’inizio del match. Il Varese però non è solo: una ventina di supporters hanno raggiunto Crotone via strada e mostrano fieri i propri striscioni a sostegno di Pavoletti e soci.
CALCIO D’INIZIO – Sempre di meno gli uomini a disposizione di Sottili che perde anche Corti, provato nel riscaldamento ma non schierabile. Il veterano avrebbe dovuto giocare a centrocampo contro le previsioni: in difesa infatti ci sono Ricci a destra, Ely, Trevisan e Laverone sulla mancina. Confermato il modulo della vigilia, il 4-4-1-1 con Tremolada dietro a Pavoletti. Drago a sua volta rivoluziona l’attacco: se la presenza dell’ex Pro Patria Giannone per Bernardeschi era prevista, stupisce la presenza in avanti di Ishak e Bidaoui.
IL PRIMO TEMPO – Il primo tratto di partita vede un Varese aggressivo e ben messo
soprattutto in mezzo al campo, e dopo alcune azioni di studio è proprio da quella zona che nasce il vantaggio ospite. Al 10′ Damonte sospinge la palla di testa verso l’area avversaria, ma poi ci pensa Pavoletti a costruire la rete: l’attaccante sbuca alle spalle di Cremonesi, approfitta di un’uscita incerta di Gomis, e si allunga a trovare un pallonetto che vale lo 0-1 e la 17a rete in campionato.
Il Varese però sveglia il can che dorme: il Crotone reagisce subito e si affida soprattutto a Del Prete. L’esterno prima prova di testa (non lontano dai pali), poi propizia il pareggio: fuga a destra fermata in ritardo e fallosamente da Laverone (poi ammonito), palla che va a Giannone il quale punta un Trevisan in ritardo, si accentra e inventa un gran sinistro a girare su cui Bressan non può farci nulla (foto di Wephoto).
Poco dopo anche l’altro terzino, Ricci, si prende un giallo dopo essere stato saltato seccamente da Bidaoui. Il Crotone per lo meno però non riesce a entrare in area e allora ci prova da lontano, talvolta trovando i pugni di Bressan, talvolta scaraventando sul fondo. I pericoli maggiori arrivano tutti alla mezz’ora, dopo un’azione che aveva portato al tiro – ribattuto – Tremolada su sponda di Pavoletti: sul ribaltamento altra bordata da lontano di Galardo e successivo rasoterra velenoso di Mazzotta fuori per pochi centimetri.
La tensione sale, le scintille non mancano ma a illuminare la partita è un gran colpo di tacco di Giannone che libera al tiro (38′) Cataldi il quale manda a lato di un soffio e forse con deviazione di Bressan che la terna non rileva.
LA RIPRESA – Al rientro in campo i padroni di casa provano a sistemare subito la faccenda: Damonte ci mette una pezza al 2′, ma subito dopo arriva il 2-1. Fiamozzi perde palla a centrocampo, Ricci in scivolata è in ritardo su Bidaoui che se ne va sul fondo e crossa al centro per Cataldi che di testa insacca da pochi metri.
Il Varese prova a reagire ma lo fa in modo scomposto, con tanta grinta ma poca precisione, e al 14′ resta in dieci per la seconda ammonizione in meno di dieci minuti a Damonte, il quale sostiene che Galano abbia simulato a metà campo. Pare cosa fatta per i padroni di casa, anche se Sottili non rinuncia a cambiare assetto per provare il miracolo: fuori Ricci e Tremolada, insufficienti, dentro Barberis e Forte a costituire il 3-4-2 biancorosso. Giannone intanto prosegue nella sua specialità: controllo prolungato di sinistro, accentramento e tiro, ma senza ripetere la prodezza del primo tempo. L’innesto di Forte però, all’improvviso, si rivela decisivo: al 24′ l’attaccante va sul fondo e guadagna un corner con un tiro-cross mal interpretato da Gomis. E sulla battuta successiva è ancora Pavoletti – pluriinsultato dai tifosi di casa – a trovare il varco e battere il portiere calabrese di nuovo colpevole.
L’entusiasmo aiuta il Varese a far trascorrere altri minuti pesanti, sulla strada del pareggio, Forte costringe Crisetig al fallo da ammonizione e solo una deviazione su tiro di Cataldi mette qualche brivido a Bressan. Insomma, i biancorossi paiono rinfrancati e sono anche autori di belle geometrie fino al 38′ quando su Blasi cala il buio. Al posto di liberare l’area il mediano prova a controllare la palla, sbaglia, prova ad anticipare l’accorrente Diop ma lo abbatte in area (i replay sono discordanti, ma nel complesso il rigore pare esserci). Sulla testa del Varese si abbatte un macigno: i biancorossi restano in 9 e Bernardeschi, appena entrato, dà il colpo di grazia spiazzando Bressan dal dischetto. Il patatrac è compiuto, la lotta playout rischia di riaprirsi, nonostante il cuore.
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