Uccise il cognato a coltellate, condannato a 8 anni
Si è concluso il processo con rito abbreviato nei confronti di Luciano Borile. Uccise Angelo Crespi dopo l'ennesima lite in casa
Uccise il cognato a coltellate dopo una lite, condannato a 8 anni. Luciano Borile, il 64enne di Jerago con Orago che il 14 settembre dell’anno scorso, mise fine alla vita di Angelo Crespi, con il quale condivideva l’appartamento insieme alla ex-moglie in un condominio di via XX Settembre.
L’accusa, rappresentata dal pm Francesca Parola, aveva chiesto per lui una condanna a 9 anni nel processo con rito abbreviato che si è svolto questa mattina nel tribunale di Busto Arsizio davanti al giudice Luca Labianca. Il giudice ha valutato la sussistenza delle attenuanti in quanto Borile fu provocato ma non ha riconosciuto la legittima difesa, richiesta dall’avvocato dell’imputato.
Borile e Crespi abitavano nella stessa casa da anni. Il primo era separato dalla moglie, la sorella di Crespi, ma viveva ancora con lei e con i due figli della coppia, di circa trent’anni; da qualche anno la moglie di Borile aveva accolto in casa anche il fratello Angelo, disoccupato.
Vittima e omicida si evitavano, secondo le ricostruzioni delle forze dell’ordine: stanze separate, vite separate, unici momenti di condivisione sempre filtrati dalla presenza degli altri membri della famiglia. Nonostante tutto le liti tra i due cognati erano molto frequenti: una convivenza difficile, legata anche alla situazione familiare complessa (Borile era separato dalla moglie, ma viveva insieme a lei e al fratello, oltre che con i due figli).
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