Zecchin dirige l’orchestra biancorossa
Prova strepitosa del fantasista accanto al quale brilla Forte. E Rea è gigantesco nel tenere a bada Ebagua
BRESSAN 6,5 – La sua partita è concentrata nei primi 3′, il tempo cioé di volare verso il “sette” e negare a Ebagua la gioia del gol dell’ex. Poi presidia la porta senza particolari problemi, con qualche uscita precisa ma semplice. Ugualmente decisivo.
LAVERONE 6,5 – Recupera, spinge, non si fa spostare, va al cross con una certa precisione: partita solida quella dell’ex Sassuolo che si merita la fiducia concessagli da Gautieri dopo il non scontato ballottaggio con Fiamozzi.
ELY 6,5 – Prova pulita e attenta del centrale brasiliano, anche se lo Spezia fornisce in modo troppo prevedibile i palloni in area. Non si scompone, e rinvia ogni volta.
REA 7 – Prova maiuscola contro lo spauracchio Ebagua: non trema mai e, anzi, si spinge anche sul fronte opposto dove solo un miracolo di Leali gli toglie la soddisfazione di entrare nel tabellino marcatori. Peccato per il giallo: salterà Brescia.
FRANCO 7 – Quando gli si apre uno spazio davanti, si infila con i razzi accesi e costringe lo Spezia a inseguirlo, di solito vanamente. Un’altra delle circostanze che piega i liguri e li sfianca dal primo all’ultimo minuto, cosa che fino a oggi contro il Varese è avvenuta di rado.
CORTI 7 (foto) – Avrà preso quaranta – esageriamo, ma è ogni tanto è bello – palloni di testa, raccogliendo l’invito di Gautieri a recuperar palla e rilanciare l’azione. Se l’altro senatore Zecchin è stato il più appariscente, il mediano gli è da meno solo perché non gioca da assistman o da finalizzatore. Però risplende nel lavoro oscuro.
BLASI 6,5 – Primi veri applausi per lui dal pubblico di Masnago, che fiuta la buona giornata dell’ex azzurro, lo sostiene e ne viene ripagato soprattutto nella ripresa. L’inizio era stato un po’ sottotono (ammonizione immediata), però la sua importanza anche nel pressare Seymour si è vista.
(Damonte s. v.)
CRISTIANO 6 – Peccato per quel diagonale fuori di un soffio che poteva chiudere i conti già nel primo tempo. Curiosamente quello che fino a oggi era stato il miglior interprete del 4-3-3 stavolta è autore di una prova discreta ma con qualche fallo e con qualche sbavatura. Nulla di grave, comunque sufficiente.
ZECCHIN 8 – Non vorremmo usare a vanvera il soprannome che fu di Aldo Ossola, ma con lo Spezia si è visto uno Zecchin davvero in versione “Von Karajan”, per come ha dettato i tempi, imbeccato i compagni, tenuto le giuste distanze e via dicendo. Alla fine anche la punizione capolavoro del 4-0 e la standing ovation.
(Neto P. – s. v.)
PAVOLETTI 7 – Fino al gol ta in campo più con la spada che con il fioretto vincendo qualche duello ma perdendone altri. Però, quando intuisca che il cross è quello giusto, inventa un gol in acrobazia “alla Ebagua” che è l’11o della sua personale sinfonia biancorossa.
(Bjelanovic 6,5 – Segna la seconda rete stagionale, perché si fa trovare al posto giusto e al momento giusto su un cross al bacio di Forte. E non demerita nell’arco di tutta la ripresa)
FORTE 8 – Vince il ballottaggio con Calil e Falcone ma non si accontenta: è il giorno giusto per segnare il primo gol da professionista e lo fa nel migliore dei modi, con un’azione spettacolare. Poi, al posto di intestardirsi, dà anche l’assist a Bjelanovic a sottolineare anche la sua generosità. Applausi.
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