Legambiente: “Se aumenta contributo pubblico va rifatta la gara”
Così il responsabile trasporti di Legambiente ha commentato l'annuncio del reperimento di nuovi fondi per l'autostrada da parte del ministro per le Infrastrutture Maurizio Lupi, ieri a Palazzo Lombardia
«Non è il caso di fare promesse su temi così importanti come la Pedemontana per sistemare rapporti politici ed equilibri della nuova formazione a cui ha aderito Maurizio Lupi». Questo il commento di Legambiente in merito alle dichiarazioni rilasciate ieri dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti nel corso di una conferenza stampa tenuta ieri a Palazzo Lombardia. «Non si possono cambiare le regole in corso – prosegue Dario Balotta, responsabile Trasporti Legambiente Lombardia – per la Pedemontana è già stata fatta una gara che prevede un miliardo di contributo pubblico e 4 miliardi in project financing. Se, come leggiamo, dovesse essere cambiato dal ministro l’ammontare del contributo pubblico allora si dovrebbe necessariamente rifare la gara. Queste insistenti richieste di Maroni di un nuovo aiuto da parte dello Stato dimostrano che il progetto di Pedemontana non è in grado di ripagarsi e non è sostenibile finanziariamente. Sarebbe più semplice – insiste Balotta – che la Regione prendesse atto che l’autostrada non è solo inutile, perché la domanda di traffico non giustifica la Pedemontana, ma non ci sono neppure i soldi per realizzare l’opera. E’ ora di chiudere con i troppi progetti autostradali lombardi che appartengono ad un’epoca di spese insostenibili per grandi opere sbagliate, come la Pedemontana, e progettate più in funzione delle clientele elettorali che delle reali esigenze del territorio. Il dramma da cui sono state investite centinaia di famiglie in Sardegna ci dice che le poche risorse pubbliche devono essere asservite alle vere priorità del Paese, e tra queste in primo luogo c’è la messa in sicurezza del territorio. E’ questa la grande opera di protezione civile che serve ad un’area metropolitana ricoperta da una sempre più estesa scorza di cemento e di asfalto, e che oggi non è in grado di far fronte a disastri climatici di entità sempre meno prevedibile».
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