Lavoratori senza cassa integrazione protestano all’Inps
I dipendenti della Ground Care e della cooperativa Incontro non hanno ricevuto l'indennità di mobilità e il tfr dell'ultimo anno. Antonio Ferrari (Cobas): «La situazione si è sbloccata dopo il colloquio con il responsabile dell'Inps»
I lavoratori della GroundCare e della cooperativa Incontro, due società che operavano a Malpensa impiegando circa 140 dipendenti, hanno protestato sotto la sede dell’Inps di Varese per il mancato pagamento della cassa integrazione straordinaria e del tfr (trattamento di fine rapporto di lavoro). «È da luglio che aspettiamo – dice Elena Pagani di Limido Comasco lavoratrice della Ground Care – ma non abbiamo ancora visto un euro».
«C’è qualcosa di illogico nel comportamento dell’azienda – aggiunge Riccardo di Cerano, collega di Elena – perché ci hanno assunto a tempo indeterminato a luglio per comunicarci a ottobre che ci avrebbero lasciati a casa».
La maggior parte dei lavoratori della Ground Care sono giovani, al di sotto dei 40 anni, ma pochi di loro sembrano sperare in una nuova occupazione in aeroporto. «Io ho una laurea in mediazione culturale e lavoravo al ceck-in e in rampa – continua Elena – ma difficilmente dopo la partenza di Lufthansa da Malpensa si apriranno nuovi spiragli. Al momento la società ha lasciato solo il servizio biglietteria che dà lavoro a circa 20 persone
Diversa la situazione dei lavoratori della Cooperativa Incontro, addetti al carico e scarico merci in aeroporto, che invece devono avere ancora il tfr (trattamento di fine rapporto o liquidazione) dell’ultimo anno. «L’Inps – spiega Giovanni – ci dice di aspettare ma poi non si sblocca nulla».
Per alcuni lavoratori della cooperativa la situazione è un po’ più complicata perché risultano assunti da un’altra società anche se non stanno lavorando, come racconta Essifer Yassine marocchino con cittadinanza italiana: «Io facevo la notte e guadagnavo 1.600 euro al mese. Con la cassa integrazione sono passato a 460 euro e poi non ho ricevuto più niente perché risulta che sto lavorando, mentre io sono a casa».
Antonio Ferrari, segretario dei Cobas, ha avuto un incontro con il direttore dell’Inps Gianfranco Ragusa per cercare di fare il punto della situazione. «Mi hanno assicurato che giovedì verseranno i soldi in banca e quindi entro la fine del mese dovrebbe sbloccarsi tutto, le pratiche ci sono per cui non ci dovrebbero essere problemi. Rimangono invece aperte due questioni: lo sblocco del Fondo volo, per i dipendenti della GroundCare, e la posizione di alcuni dipendenti della cooperativa Incontro che risultano assunti da un’altra società ma al momento non lavorano».
«Ancora una volta alla burocrazia che lascia i lavoratori e le lavoratrici per mesi nella disperazione senza una forma di sussistenza- conclude Ferrari – bisogna rispondere con la protesta per sollecitare i propri diritti. Capiamo la difficoltà del personale Inps che è carente ma non tolleriamo la latitanza delle istituzioni di fronte alla disperazione nella quale migliaia di lavoratori e lavoratrici stanno precipitando».
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