L’ospedale rinvia l’intervento: manca il personale
Per la terza volta, una donna si è vista rimandare l'intervento di riposizionamento della rotula. Lo sfogo del primario Cherubino: " Possiamo fare solo casi che arrivano dal pronto soccorso"
«Buongiorno Direttore. Il caso non mi riguarda personalmente, ma una amica di cui non mi permetto di fare il nome. Questa giovane donna è affetta da una patologia che interessa un ginocchio, spostando la rotula da una parte e decentrandola, con conseguente consumazione della cartilagine, problemi di deambulazione, spostamento del bacino e dolori di non difficile immaginabile intensità. Già sottoposta per due volti ad interventi in artroscopia rivelatisi inutili, se non peggiorativi, si era deciso di sottoporla ad un importante intervento che consiste nella resezione dei legamenti allungati, con riposizionamento della rotula e avvitamento della rotula in posizione corretta. Per due volte l’intervento programmato è stato rinviato a causa di urgenze. Questa mattina la signora avrebbe dovuto presentarsi per il ricovero, ma per la terza volta la chiamata dell’ospedale rinviava l’ingresso, motivando, questa volta non con urgenze diverse, ma perché per mancanza di fondi è stato ridotto il personale e quindi si possono fare solo interventi urgenti. In sostanza la risposta della sanità lombarda e nazionale oggi riguarda solo la sopravvivenza e non più la qualità della vita. Mi domando se sia giusto che i poveri cristi scendano sempre più in bassa nella scala dei diritti».
Il professor Paolo Cherubino, primario della clinica ortopedica dell’ospedale di Circolo non può che confermare la situazione di emergenza che sta vivendo il suo reparto: «Abbiamo solo 20 posti letto aperti, di cui 2 di chirurgia plastica spiega il primario – Ne dovremmo avere 35 anche se ne funzionano di solito solo 26. Ora siamo veramente al limite: non c’è personale e quello che lavora deve seguire i casi che ci arrivano dal pronto soccorso. Persino casi che arrivano dagli ospedali di Luino e Cittiglio. Da molto tempo scrivo ai dirigenti per capire che tipo di ospedale abbiamo a Varese. Attualmente si lavora seguendo solo i casi che arrivano dal pronto soccorso. Chiedo alla politica e alla Regione di dire che ospedale abbiamo a Varese: di retroguardia o d’eccellenza».TAG ARTICOLO
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