Team italiano lancia una criptovalutazione del momento
La criptovaluta è una moneta elettronica, che per essere generata sfrutta server informatici molto potenti
Oggi le criptovalute sono made in Italy, anzi made in Chiasso, per la precisione.
Il comune del Canton Ticino sarà il primo a sperimentare l’innovativa moneta virtuale per effettuare i pagamenti dei tributi locali, grazie ad un team di italiani, capitanato dal ventiseienne veneto Thomas Bertani, la società Eidoo.
In meno di due settimane la società ha raccolto circa 21 milioni di dollari grazie alla sua Ico (Initial coin offering). Ma di cosa si tratta?
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Le criptovalute
Per meglio comprendere ciò di cui si parla, è opportuno fare un passo indietro, per capire cosa sono queste criptovalute che stanno spopolando e che ultimamente sono sulla bocca di tutti.
Non si tratta di altro che di una moneta elettronica, che per essere generata sfrutta server informatici molto potenti. L’utilizzo di questa moneta per le transazioni consente anzitutto l’anonimato perché non c’è modo di tracciare gli scambi e inoltre la sua emissione non è soggetta alla normativa delle Banche Centrali.
La criptovaluta più conosciuta è il Bitcoin, la sua quotazione è arrivata nel giro di pochi anni, circa otto, a oltre 8200 dollari.
Che cosa è una ICO
Così come le aziende si quotano in borsa vendendo le proprie azioni agli investitori mediante una Ipo (Initial Public Offering), così una società come la Eidoo può lanciare una Ico, Initial Coin Offering, offrendo dei token cioè dei gettoni digitali che danno accesso all’utilizzo dei servizi offerti da una app in cambio di criptovalute.
In cosa consiste l’Ico di Eidoo
La società guidata da Bertani, lo scorso ottobre, ha lanciato un’Ico: in cambio di Ethereum, la criptovaluta più diffusa dopo i Bitcoin, ha fornito un token legato ad un’ app che consente la gestione delle criptovalute; l’app è disponibile sia per Ios che per Android.
L’obiettivo dell’app è quello rendere più semplici lo scambio e l’utilizzo di criptovalute, facilitando l’interazione tra le blockchain di Ethereum e Bitcoin e gli utilizzatori finali.
Ecco quali sono le funzioni dell’app:
- L’app è utilizzata per la gestione della moneta virtuale: comprare, trasferire, spendere e convertire le criptovalute senza la necessità di affidarsi ad un’autorità centrale e al controllo degli scambi.
- Si tratta di una sorta di wallet, che può contenere sia Bitcoin che Ethereum, consentendone non solo l’utilizzo con la medesima piattaforma (solitamente le due tipologie di criptovaluta sono gestibili in modo separato), ma anche la possibilità di effettuare conversioni dall’una all’altra.
- E’ possibile collegare all’app una carta ID in modo da conoscere l’identità di chi effettua le transazioni.
- L’app offre la possibilità di creare una carta di credito prepagata utilizzabile per spendere le criptovalute.
Si parla per il futuro anche della possibilità, mediante app, di lanciare nuove Ico.
Esiti dell’Ico
L’asta aveva come oggetto la vendita di 20 milioni di 20 milioni di Eidoo, appunto il token creato sulla blockchiain di Ethereum, al prezzo di 2,3 dollari l’uno.
L’acqusito è stato reso possibile solo mediante app precedentemente scaricata, che ha conferito sicuramente un valore aggiunto all’offerta in quanto gli acquirenti hanno avuto modo di valutare prima le potenzialità del prodotto.
E’ stato un successo sorprendente: in meno di due settimane l’azienda ha raccolto 21 milioni di dollari ma il 50 per cento dei token disponibili sono stati venduti in appena dieci ore. I token sono stati distribuiti immediatamente ai token holder ma è stato possibile scambiarli solo al termine dell’Ico, a partire dal 16 ottobre.
Le criptovalute sono il futuro o l’ennesima frode finanziaria?
Nonostante il grande successo dell’Ico di Eidoo, ed in generale, delle criptovalute, c’è una parte di investitori, economisti e addetti del settore che non sono ancora convinti della loro bontà e della reale innovazione che esse possono rappresentare per il fututo.
Ci sono addirittura Stati che hanno vietato l’utilizzo delle criptovalute, come la Cina, o che minacciano di fare altrettanto come la Russia.
Una grande perplessità riguarda l’Ico stessa: a differenza delle Ipo non esistono autorità di vigilanza per sorvegliare sul corretto funzionamento dell’offerta, oltretutto le Ico non conferiscono il diritto di voto e decisione nelle aziende, come invece accade nelle Ipo azionarie.
Importanti esponenti delle finanza si sono espressi contrariamente alle criptovalute, tra questi:
- Jordan Belfort, uomo d’affari di New York, dalla cui storia ha preso spunto Martin Scorsese per la regia del film The Wolf of Wall Strett, le ha definite una grossa truffa finanziaria;
- il CEO di Goldman Sachs, Jamie Dimon, le ha definite una frode, minacciando il licenziamento dei suoi dipendenti eventualmente sorpresi a scambiarle.
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