Le dimissioni del papa, ecco i precedenti
L'opzione è prevista dal codice di diritto canonico al canone 332 comma 2. Pochi i precedenti, tra i quali il più noto è quello di Celestino V, cantato anche da Dante nell'Inferno
Papa Benedetto XVI si è dimesso. Lo ha annunciato creando lo scompiglio tra i fedeli, ma non solo. La sua decisione è prevista dal codice di diritto canonico al canone 332 comma 2 che recita: “Nel caso che il Romano Pontefice rinunci al suo ufficio, si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata, non si richiede invece che qualcuno la accetti”.
Sono pochissimi i precedenti di cui si ha notizia. Il più celebre è senza dubbio Celestino V che abdicò nel dicembre 1294, dopo appena quattro mesi di pontificato per i rapporti burrascosi con il re angioino Carlo D’Angiò. Prima di lui Clemente I, il quale venne esiliato nel 97 dopo Cristo e, non potendo continuare a dirigere la Chiesa, diede le dimissioni. Anche Papa Ponziano (in carica dal 230 al 235 Dc), rinunciò perchè mandato in esilio. Papa Silverio (in carica dal 536 al 537 Dc) fu costretto ad abdicare in favore di Papa Vigilio. Papa Benedetto IX, dapprima rinuciò a favore di Silvestro III, in seguito riprese la carica per poi venderla a Gregorio VI, che venne accusato di averla acquisita illegalmente rinunciando a sua volta. Scendendo nei secoli e arrivando al 1415, si trovano le dimissioni di Papa Gregorio XII (1326-1417) che lasciò per mettere fine al cosiddetto Scisma d’Occidente.
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