“I frontalieri sono doppiamente penalizzati”

Fabio Fedi, Fratelli d'Italia: «Voltare le spalle a un lavoratore, solo perché frontaliere, significa penalizzare i valori fondanti della nostra società»

Riceviamo e pubblichiamo

«E’ incredibile come in una terra di confine come la nostra i frontalieri siano trattati come lavoratori di seconda classe sia in Svizzera, che in Italia, dove comunque, con il loro stipendio, portano ricchezza e pagano le tasse.
Oggi, che siamo con entrambi i piedi nel terzo millennio, trovo anacronistico che da un lato, quello svizzero, ci siano aziende che ghettizzano i giovani lavoratori italiani invitandoli a non presentare curriculum e domanda di assunzione; dall’altro che lo Stato Italiano penalizzi i propri lavoratori frontalieri, come sulla questione dell’indennità di disoccupazione e pur disponendo di un fondo dedicato presso l’Inps e frutto degli accantonamenti applicati ai salari dei frontalieri.
Questi sono solo due esempi. Ma io credo che sulla questione frontalieri si debbano superare le misere schermaglie a cui siamo abituati ad assistere in cui ci si dà del “ratto” o “del furbo che guadagna tanto e non paga le tasse”. Il lavoratore e il lavoro sono nobili in Svizzera come in Italia, come in ogni altro luogo al mondo.
E il problema va affrontato senza pregiudizi e con la volontà di trovare risposte e soluzioni sagge finalizzate, non a incrementare il consenso politico, bensì la considerazione dell’uomo come centro di tutto: dell’economia, della società, della famiglia. Voltare le spalle a un lavoratore, solo perché frontaliere, significa penalizzare i valori fondanti della nostra società. Per me sono Fratelli d’Italia anche i lavoratori frontalieri».

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Pubblicato il 08 Febbraio 2013
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