L’accampamento della droga nei boschi di Cantello

Tende, bivacchi e lunghe lame usate dagli spacciatori trovate dai carabinieri che intervengono armi in pugno

Avarie

Coltellacci da macellaio e tende per dormire la notte: sono i bivacchi dello spaccio che costellano tristemente i boschi fuori mano della provincia, ma non così isolati da non poter essere raggiunti parcheggiando l’auto a bordo strada.

Come avviene lungo la via Mulini a Cantello, a pochissima distanza da Cagno (che è provincia di Como) e da Malnate.

Nella mattinata odierna i carabinieri della compagnia di Varese coadiuvati da unità cinofile del nucleo carabinieri cinofili di Casatenovo hanno effettuato un servizio di perlustrazione della zona boschiva del comune di Cantello. In particolare i militari, armi in pugno, hanno perlustrato e setacciato le zone boschive di via Mulini rinvenendo quattro tende da campeggio verosimilmente utilizzate da soggetti extracomunitari per il traffico illecito di sostanze stupefacenti.

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I militari nel corso del servizio hanno trovato due coltelli da macellaio della lunghezza di 30 cm circa di lama, due coltelli a serramanico della lunghezza di 10 cm circa di lama, una mannaia di 20 cm circa è vario materiale verosimilmente utilizzato per il confezionamento di sostanze stupefacenti. Al termine del servizio la zona boschiva è stata bonificata con la rimozione delle tende grazie anche all’intervento dei dipendenti del Comune.

Come si diceva i boschi dello spaccio, molto frequenti nelle zone di boscaglia ai confini con la provincia di Milano, hanno assunto negli ultimi anni un fenomeno preoccupante anche nella valli del Nord della provincia: non ne sono esenti la Valcuvia (operazioni dei carabinieri fra Brinzio e Castello Cabiaglio), né la Valganna (sequestri di eroina da parte della polizia di stato fra Cadegliano Viconago e Cugliate Fabiasco).

Il copione dello spaccio è sempre lo stesso: c’è la sentinella – spesso un tossico ricompensato con qualche dose – fuori dal bosco, si passa un primo controllo, dove spesso si paga, per raggiungere poi una terza cerchia dove viene data la droga.

Un sistema che permette a chi detiene lo stupefacente di accorgersi in tempo dell’arrivo dei controlli o di potenziali pericoli.

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Pubblicato il 04 Ottobre 2018
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