JRC apre le porte agli studenti
Quasi mille gli studenti provenienti da tutta Italia che tra giovedì 16 e venerdì 17 maggio si sono recati al JRC di Ispra. L'evento principale del pomeriggio è stato invece il PechaKucha
Quasi mille gli studenti provenienti da tutta Italia che tra giovedì 16 e venerdì 17 maggio si sono recati al JRC di Ispra, il terzo più grosso centro di ricerca della Commissione Europea solo dopo le sedi di Bruxelles e Lussemburgo. Un calendario particolarmente fitto per i ragazzi; fin dalla mattina hanno avuto la possibilità di visitare il centro, le innovative idee degli scienziati e i laboratori come VELA e ELSA (Vehicle Emission Laboratory e l’European Laboratory for Structural Assessment).
Inoltre, venerdì 17 alcune scuole del NordItalia hanno avuto la possibilità di essere ospitate al JRC per l’iniziativa “OpenCoesione”, realizzata grazie a Europe Direct, ISTAT e Regione Lombardia. Alla sua quinta edizione, i ragazzi di sette tra licei e istituti scientifici, provenienti da tutta la Lombardia, da Como a Melegnano, hanno potuto esporre in un importante contesto come l’auditorio del JRC i propri studi in un progetto che promuove i più giovani per diventare “parte attiva della cittadinanza” in maniera responsabile. Moderato dal data journalist Andrea Nelson Mauro, ciascuna classe è così intervenuta mostrando i propri studi riguardo «attività di monitoraggio di fondi pubblici attraverso l’uso di tecnologie di informazione, comunicazione, e lo sviluppo di abilità digitali”.
I ragazzi sono stati caldamente salutati in diretta telematica da Bruxelles da Anguel-Konstantinov Beremliyski e da Vladimir Šucha. In veste di direttore generale del JRC, quest’ultimo ha spiegato ai ragazzi gli obiettivi del centro: «What we do here [al JRC] is a very special science, science for people» – «Ciò che facciamo al JRC è una scienza speciale, la scienza per le persone», spiega in inglese il direttore polacco, aggiungendo: «La tecnologia è importante per conoscere la realtà, per difenderci dalle fake news e dai bugiardi che non vogliono la democrazia ma ambiscono solo al potere. I vostri lavori sono degli ottimi esempi per l’Europa, per la democrazia e per il futuro».
Conclusosi il dibattito durato più di due ore, gli studenti sono stati intrattenuti da un singolare esibizione: una scuola elementare slovacca, anch’essa ospitata dal Centro, ha allestito uno spettacolo di falconeria inserito nel programma didattico che prevedeva l’allevamento di rapaci.
L’evento principale del pomeriggio è stato invece il PechaKucha, incontro aperto a tutti i curiosi su prenotazione. Come spiegato dal giovane moderatore Michele Tovagliari, «il talk-event nasce a Tokyo da idea di Astrid Klein assieme a suo padre Klaus, il quale ha lavorato al JRC». E consiste in format alquanto singolare: «Gli interventi si configurano attorno a venti immagini, ciascuna di queste viene proiettata per solo venti secondi. Le immagini avanzano automaticamente, così che ogni rappresentazione abbia la durata di sei minuti e quaranta secondi». Per la prima edizione “made in Eu” del PechaKucha, otto esperti del JRC (Michele Vespe, Michaela Saisana, Georgios Giannopoulous, Fabrizia Cavalli, Tom de Groeve, Martin Larcher, Sara Maccaferri, Martin Atkinson) si sono espressi su temi delicati per l’Europa anche in vista delle elezioni di domenica prossima. Dalle migrazioni, alle infrastrutture critiche studiate al Centro, dall’importanza del cambiamento climatico alla verità dietro le bugie, come ribadito da Massimo Gaudina, rappresentante della Commissione Europea a Milano, il messaggio lanciato al JRC è stato chiaro e preciso: «Soltanto uniti si può far sentire la propria voce nel mondo, bisogna tornarne nuovamente ad amare l’Europa comunicando correttamente e in maniera creativa».
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