Chi è Peter, il ragazzo che ama il “lumbard”

Metà ugandese metà cazzaghese è diventato "celebre" grazie a due video postati su Facebook in cui parla in dialetto. "L'integrazione? Parte dal rispetto del Paese in cui vivi"

Ha 25 anni e parla in maniera “fluente” italiano, inglese, dialetto lombardo e veneto. Già solo questo basterebbe (quanti ragazzi conoscono bene il dialetto?) ma lui ci mette di più: per metà è ugandese.

Peter Buttarello è diventato celebre grazie a due video girati per gioco. In uno lui cammina per una stradina di campagna e viene fermato da un uomo con la carriola, Rinaldo Ballerio, patron di Elmec, che gli chiede l’ora. Lui risponde in dialetto e da lì parte un simpatico siparietto. Nel secondo di qualche settimana fa, Peter è vestito con una tuta da sci e vuole andare a Brinzio ad allenarsi per prepararsi alle Olimpiadi invernali e anche in quel caso lo scambio di battute è in rigoroso dialetto lombardo.

Insomma, un giovane ragazzo di colore che parla dialetto meglio dei suoi coetanei nati e cresciuti qua.
Incrociato, per caso, all’inaugurazione del rierun a Cazzago Brabbia gli abbiamo chiesto di raccontarci qualcosa della sua storia, che in realtà in paese molti conoscono: «Sono nato da mamma ugandese e papà di Cazzago Brabbia. Per me era normale parlare italiano ma anche lumbard – dice – Lavoro in Svizzera e faccio l’agricoltore e la passione per questa attività mi unisce al figlio di Ballerio, che tra l’altro parla bene in dialetto come me, ed è così che ci siamo conosciuti ed è nata l’idea di inventarci questi video».

Peter è nato a Cazzago, ma ha vissuto anche in Australia e per sei mesi in Nuova Zelanda: «In Italia non ho mai avuto problemi di integrazione, in Svizzera nemmeno. In quei quattro anni all’estero invece sì. Ho capito quanto fosse importante rispettare la cultura e la lingua del Paese che mi ospitava per farmi rispettare. Ho imparato l’inglese come meglio potevo e mi ha aiutato molto».

Poi è tornato in Italia, o meglio a Cazzago, ma il suo sogno è riuscire ad avere un’azienda agricola tutta sua: «Ho conosciuto tantissima gente, grazie anche a quei due video. Mi piace far sorridere le persone, sono contento che mi vedano e mi riconoscano». E come poteva finire un’intervista con Peter, il mezzo ugandese che parla lumbard? Con un saluto in dialetto e un inno all’integrazione: «Perché? Ma perché la vita è bella!»

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 17 Luglio 2019
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