Le quattro stagioni di Phil Goss
Eroe in primavera, rilasciato in estate, rimpianto in autunno, trattato in inverno. L'americano torna alla Cimberio per centrare i playoff: è il momento dell'unità, per i bilanci ci sarà tempo a fine anno
Questa mattina, con l’annuncio del ritorno a Varese di Phil Goss, si è chiuso un cerchio apertosi la scorsa estate, quando cioé in casa Cimberio si è deciso di non confermare l’americano. Mossa un po’ a sorpresa, che molti tifosi non gradirono; allora la società spiegò la scelta con motivi tecnici, economici e in parte comportamentali. Nel primo caso si cercava una guardia più fisica e di ruolo visto che il 29enne di Temple Hill ha piuttosto le caratteristiche del cosiddetto combo-guard, giocatore a metà tra le posizioni 1 e 2 dello scacchiere. Qui la Cimberio, è giusto ricordarla, fu anche sfortunata: la società aveva praticamente raggiunto l’accordo con Drake Diener – l’ideale per gli incastri di Recalcati – ma quando si aspettava solo la firma arrivò la marcia indietro dell’ex Castelletto Ticino che preferì volare a Sassari dove sta facendo molto bene accanto al cugino Travis.
Dal punto di vista monetario, per la verità, Goss non chiedeva la luna ma il suo stipendio, nel monte complessivo dei biancorossi, occupava comunque una discreta parte: la rinuncia a Diener spinse Varese a spendere di più per l’ala – Yakhouba Diawara nella fattispecie, denaro ben utilizzato – e quindi a ridurre il budget per la guardia. Si puntò prima su Moore e poi, quando quest’ultimo andò a Treviso (ma con l’escape Nba, puntualmente esercitata) sul giovane Hurtt la cui permanenza varesina è stata deludente.
Sull’addio a Goss poi contò anche il giudizio di Recalcati, più propenso a creare un sistema di gioco collettivo rispetto al doversi affidare all’estro di un singolo come può essere l’americano, uno che spesso rende di più quando è messo in condizione di creare gioco per sé.
Goss dunque prese armi e bagagli e partì in direzione della Francia tra i mugugni di diversi tifosi che lo avrebbero ri-firmato a occhi chiusi, vuoi per la produzione in campo (chiuse l’anno varesino a 14,8 punti in 31,4 minuti, con il 51,3% da 2, il 38% da 3 e quasi 4 assist a partita), vuoi per i "saluti" mandati durante ai playoff alla tifoseria di Cantù.

All’Asvel Villeurbanne l’ex Scafati ha toccato i palcoscenici europei ed è stato autore di una buona prima parte di stagione. Con il passare delle settimane però i rapporti con il tecnico Pierre Vincent sono andati peggiorando al pari del suo rendimento (ha chiuso l’esperienza transalpina a 9,1 punti di media in campionato) fino agli ultimi giorni quando addirittura è stato lasciato fuori dalla squadra che ha perso in casa contro Nanterre. A questo punto i contatti tra Varese e il giocatore, che mai si sono interrotti (già qualche tempo fa la Cimberio provò a riprenderlo ma non se ne fece nulla e arrivò Weeden) sono diventati più fitti. Quando si è capito che tra Phil e l’Asvel la storia era finita (e il contratto rescisso) Varese è entrata in azione con un blitz inatteso allungando un contratto da qui al termine della stagione.
Non c’è quindi, al momento, la certezza che rivedremo Goss in biancorosso l’anno venturo e probabilmente molto dipenderà dal suo rendimento nelle otto partite che ci separano dalla fine del torneo oltre agli eventuali playoff.
L’ultimo spunto che dà il ritorno della guardia è però relativo alla guida tecnica. L’impressione, vista la vicenda dall’esterno, è che la società abbia in qualche modo forzato una scelta che per Recalcati è problematica, poiché era stato soprattutto il coach della stella a voler cambiare l’assetto della squadra. Se così fosse, vorrebbe dire che le strade di allenatore e club si separeranno al termine dell’annata come da qualche parte si comincia a sussurrare.
Ma su questo fa immediatamente il pompiere Michele Lo Nero, presidente di "Varese nel cuore": «Tutte le scelte sono state e sono condivise tra dirigenti e staff tecnico; Recalcati è stato sempre informato sulle possibilità di agire sul mercato, compreso quando abbiamo potuto contattare Goss. Questo è il momento di stare uniti, sereni e compatti e di lottare tutti per centrare l’obiettivo playoff». Domenica quindi sotto con Sassari; Goss sarà già della partita (arriverà a Varese tra mercoledì sera e giovedì mattina dopo un passaggio a Parigi per motivi burocratici) e l’unico risultato accettabile è la vittoria. Se poi arrivasse con una buona prestazione di Phil saremmo tutti più contenti: in questo momento è inutile ripensare alla scorsa estate ed è meglio spingere tutti in direzione della squadra. Per i bilanci, c’è tempo tra un paio di mesi, speriamo il più tardi possibile.
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