Referendum del 20 e 21 settembre: tanti motivi (e un appello) per votare No
1 Settembre 2020
Egregio direttore,
con il taglio dei parlamentari diminuirà la rappresentanza parlamentare delle regioni più piccole e di partiti di minoranza e quindi del pluralismo politico, con la conseguente minore rappresentanza delle istanze territoriali del collegio elettorale e quindi un maggiore distacco tra gli eletti e gli elettori. Per questo è importante votare NO in difesa della nostra Costituzione e delle democrazia.
E per questo invitiamo ad aderire all’appello in difesa della Costituzione e della Democrazia (da far circolare in rete ed eventualmente da diffondere con un volantino) inviando il proprio consenso al cell. 338 5080020 oppure scrivendo una e.mail a: emiliovanoni@libero.it
Tanti motivi per votare NO al Referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari il prossimo 20 e 21 settembre:
Dicono che con il taglio dei parlamentari ci sarà una diminuzione dei costi della politica: FALSO. Il risparmio è ridicolo pari al costo di un caffè all’anno per ogni italiano.
Dicono che con il taglio dei parlamentari semplificherà il funzionamento delle Camere: FALSO. Non è il numero dei parlamentari che influisce sulla sua efficienza, ma è la litigiosità della maggioranza che unita alla mancanza di collaborazione delle opposizioni determina la lentezza delle attività parlamentari.
Dicono che l’Italia è il paese con il numero più alto di parlamentari: FALSO. Oggi l’Italia ha un numero di parlamentari uguale al Regno Unito. Domani, con il taglio previsto, diventeremo il paese con la peggiore rappresentatività fra tutti i 28 appartenenti all’Unione Europea. Per esempio la Svizzera relativamente al numero dei suoi abitanti, ha un numero doppio dei parlamentari rispetto all’Italia. Quello che manca in Italia per esempio sempre rispetto alla Svizzera è l’impegno di lavorare tutti per il bene comune e non per gli interessi elettorali dei singoli partiti. In Italia c’è l’ossessione che fare politica significhi solo lavorare per il proprio consenso elettorale.
Dicono che quasi tutte le forze politiche sono per il SI al referendum. FALSO. Le forze di sinistra, il Manifesto, la Repubblica sostengono il NO. Le destre hanno un loro disegno, demolire la Repubblica parlamentare per spianare la strada al presidenzialismo, con la logica dell’uomo solo al comando. Altri hanno ceduto al populismo dilagante dell’antipolitica che ha fatto la fortuna di un movimento, nato con lo slogan “Vaffanculo” costretto poi a governare senza averne le capacità, provocando i disastri quotidiani degli incapaci e che sono sotto gli occhi di tutti.
Emilio Vanoni – Induno Olona – Comunità Democratica
Gian Marco Martignoni – Cgil Varese



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