“Mattia ci ha insegnato l’amore, dobbiamo essere uniti”
L'ultimo addio al ragazzino morto sulla pista da sci di Airolo ha riunito tutto il paese. Alla fine è risuonato il saluto dei compagni di basket e degli amici, che sulla strada hanno gridato il nome di Mattia, come in un coro
Alla fine sono stati i compagni di basket, con indosso le felpe blu e gli amici a salutarlo, gridando forte il suo nome al cielo, scandito quasi come un coro: così Cantello ha dato l’ultimo saluto al piccolo Mattia. La chiesa dei Santi Pietro e Paolo era strapiena, tanta gente stretta anche sul sagrato con la vista sulle colline intorno: in un paese ci si conosce tutti e così il dolore era di tutti. Ma su tutti dei famigliari, dei piccoli amici, delle insegnanti, delle giovani mamme che tenevano stretti i loro bambini. Un dolore fortissimo, che ha unito come non mai la comunità: «Ci siamo ritrovati tutti qui, e la cosa mi ha stupito molto» ha detto alla fine il nonno di Mattia, con
voce chiara. «Ci ha riuniti il dolore e mi chiedo perché invece non possiamo unirci nell’amore. Qui in chiesa vedo anche persone con una religione diversa, persone di colore e che vengono da lontano, tutti uniti. Dovremmo imparare l’amore da Mattia ed imparare ad essere uniti ogni giorno». Una riflessione profonda, dopo il ricordo che tanti – le maestre, i compagni, il presidente dello Sci Club Stabio, il sindaco Gunnar Vincenzi – hanno voluto portare per ricordare un ragazzino «solare, felice, sensibile», come ha detto una compagna di scuola.
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