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A chi presentiamo il conto della ricostruzione del Libano?

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21 Agosto 2006

Egr. direttore,
Israele, come risposta al rapimento di due suoi soldati ad opera della milizia libanese Hezbollah, ha messo a ferro e fuoco un intero Paese.
Per trenta giorni consecutivi ha bombardato il Libano dal cielo, dal mare e dalla terra, ha distrutto strade, ponti, acquedotti, ospedali, centrali elettriche, riserve petrolifere, stazioni radio e televisive. Neppure la centrale del Latte è stata volutamente risparmiata. Il bilancio in vite umane civili è oltretutto impressionate: più di mille morti tra cui centinaia di bambini, migliaia di feriti e 1milione e mezzo di profughi.

E nonostante il suo enorme e supertecnologico apparato bellico ed il dispiegamento sul campo di oltre 30mila uomini supportati da carri armati, bombardieri, navi da guerra e satelliti, Israele non è neppure riuscita ad avere la meglio di qualche migliaio di guerriglieri e a disarmarli. E’ riuscita però a mettere in ginocchio un intero Paese.
Adesso il conto per la ricostruzione del Libano a chi lo presentiamo?

Grazie per la consueta ospitalità e cordiali saluti

Gianfredo Ruggiero, presidente del Circolo culturale Excalibur

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