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A volte mi vergogno di essere italiana

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30 Agosto 2006

Buongiorno,

sono una vostra affezionata lettrice e vi scrivo per informarvi della cosa ridicola che mi è accaduta sabato.

Sabato sera, con marito e due figli al seguito, siamo andati a San Siro per vedere la partita dell’Inter.

All’ingresso dei cancelli veniamo divisi in due corsie (maschi e femmine) per una “normale” perquisizione.

Io, come tanti altri, avevo un piccolo zaino con due bottiglie di acqua e la poliziotta, gentilmente mi chiede di vedere il contenuto dello zaino, dopodiché mi chiede di aprire le bottiglie e di consegnarle i tappi.

Io un po’ allibita eseguo, e non capendo chiedo : “scusi ,perché??’ Cosa faccio io ora con le bottiglie aperte??? ,risposta: “sono le regole da seguire, chiuse potrebbero essere lanciate,quindi essere pericolose,non posso farci nulla”.

Proseguo cercando il mio posto con le due bottiglie in mano, come tanti altri del resto, ma la cosa che mi ha fatto arrabbiare è quella che arrivata nei pressi dei vari bar che si trovano all’interno, le bottiglie venivano vendute sigillate!!! Allora mi chiedo è mai possibile che in Italia sia tutto così ridicolo e comico!!! Io che vado allo stadio per passare una serata con la famiglia e mi preoccupo di portare delle semplici bottiglie di acqua da casa,divento una probabile delinquente, quelli invece che portano “bombe” e fumogeni da esplodere e lanciare in campo sono ragazzi innocui.Ma loro non sono stati perquisiti??? In questi casi, ma come in tanti altri mi vergogno di essere italiana, anche le cose più semplici non vengono eseguite in modo corretto. Perché funziona tutto male ? Non si può avere più coerenza tra le cose???

Un saluto a tutti.

Elena

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