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Afghanistan, Gino Strada aveva ragione. Si abbia il coraggio di ammetterlo

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14 Agosto 2021

Egregio Direttore,

per ironia della sorte Gino Strada muore negli stessi giorni in cui in Afghanistan si consuma il totale fallimento della politica estera della NATO, con un fuggi fuggi generale, da una guerra che non avrebbe mai dovuto scatenare. Anche l’impegno militare ed umano dell’Italia, fatto forse in buona fede (il mio è ovviamente un eufemismo per rispetto dei militari caduti) per oltre 20 anni, è andato in fumo nel giro di poche settimane. È l’ennesima dimostrazione che democrazia non la si esporta con le armi, ci vuole ben altro. Per prima cosa valorizzare e rispettare sempre le deliberazione dell’ONU.

Ora anche tutti i politici che a suo tempo avevano approvato l’avventura illegale della guerra, mai approvata dall’ONU, dichiarano il loro completo fallimento e in coro tutti dicono: Gino Strada aveva ragione. Ovviamente ammettono il loro fallimento ma nessuno di loro si dimette.

Nel fuggi fuggi generale ci sarà quindi una nuova ondata di immigrati che partirà dell’Afghanistan e si riverserà sulle coste dell’Europa per chiedere aiuto. Se i Paesi Europei non sono tutti degli ipocriti, si abbia almeno il coraggio di affermare: Gino Strada aveva ragione, ora accogliamo tutti coloro che sono costretti a scappare dalle guerre sbagliate che l’occidente ha scatenato in questi anni. E si abbia il coraggio di dirlo apertamente. In caso contrario saremmo doppiamente ipocriti.

In questi giorni in cui si celebrano con un anno di ritardo i 100 anni dalla nascita di Gianni Rodari mi sembra calzante una sua poesia: IL CIELO E’ DI TUTTI.

Qualcuno che la sa lunga
mi spieghi questo mistero:
il cielo è di tutti gli occhi
di ogni occhio è il cielo intero.

E’ mio, quando lo guardo.
E’ del vecchio, del bambino,
del re, dell’ortolano
del poeta, dello spazzino.

Non c’è povero tanto povero
che non ne sia padrone.
Il coniglio spaurito
ne ha quanto il leone.

Il cielo è di tutti gli occhi,
ed ogni occhio, se vuole,
si prende la luna intera,
le stelle comete, il sole.
Ogni occhio si prende ogni cosa
e non manca mai niente:
chi guarda il cielo per ultimo
non lo trova meno splendente.

Spiegatomi voi dunque,
in prosa od in versetti,
perché il cielo è uno solo
e la terra è tutta a pezzetti.

Forse tutto l’errore sta tutto qui: aver fatto della terra, unico nostro bene universale, donatoci da Dio per conservarlo per le future delle generazioni, tanti fazzoletti da difenderli con la guerra. Che la NATO incominci a investire le sue immense risorse umane e finanziarie in progetti di pace e non di guerra. Non so se Gino Strada possa condividere questa lettera. Dicono che era un personaggio molto spigoloso, da definire i pacifisti eterni dilettanti. Forse avrà anche ragione in questo.

Emilio Vanoni
Induno Olona, 14 agosto 2021

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