Ai figli dei ricchi il posto fisso, agli altri il precariato
24 Marzo 2006
Caro direttore,
siamo alle solite. La legge Treu sul lavoro precario risale al 1997, sono passati quasi 10 anni e nessuno in questi anni si era accorto dell’avvelenamento e del dissesto che questa legge stava provocando nel mondo del lavoro in Italia; una generazione di giovani è stata spazzata e sbattuta nella precarietà nella instabilità, e tutti facevano finta di niente: politici, sindacati e giornalisti. Da qualche mese la parola d’ordine è diventata combattere la precarietà mai i buoi sono scappati e il danno è stato fatto irreparabilmente.
Con la legge Biagi si è peggiorata la situazione, si è istituzionalizzata la precarietà senza ammortizzatori sociali. I figli dei ricchi e dei potenti hanno il posto di lavoro fisso. Per gli altri hanno confezionato una trappola economica e hanno creato una nuova classe sociale non piu proletaria ma precaria. Il lavoro precario va bene ma solo per gli altri, hanno deciso di riformare tutto partendo dai piu deboli,le professioni e le coorporazioni non sono state minimamente scalfite. Adesso sembra che tutti abbiamo capito, ma anche Maroni che con le sue leggi ha mandato alla sbando una generazione di giovani.
Caro direttore la prossima volte che incontra l’ex ministro del lavoro invece di parlare di ricordi d’infanzia si faccia spiegare tutti i disastri che ha combinato negli ultimi 5 anni con la legge Biagi.



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