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Alcune puntualizzazioni sulla mia malattia

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27 Ottobre 2005

Caro direttore,
leggo con stupore la risposta di un sindacalista infermiere alla mia considerazione fatta presso il suo interessante sito.
Avrei alcune considerazioni da fare anch’io a tal proposito:
– Ringrazio per gli auguri di pronta guarigione ma, forse, non dovrei essere io a spiegarlo al sig. Donato che è del settore, ma ESSENDO IL TUMORE AL FEGATO un TURORE MALIGNO NON OPERABILE, DIFFICILMENTE RIUSCIRO’ A GUARIRE, ci spero comunque, ma, mi permetta, gli auguri sono un po’ fuori luogo.
-E’ interessante che un infermiere che lavora a Bergamo, che forse non sa neanche dov’ è sita la sala operatoria della chirurgia dell’ospedale di circolo, sappia cosi bene come sono andate le cose, da essere in grado di portare “..la verità e la chiarezza” come scrive lui. Non era neanche presente al momento del fatto. Io ho ricevuto le scuse dei medici, la solidarietà degli infermieri di corsia (con me sempre più che gentili in tutti questi mesi)…ma nulla più….
-Penso poi che il sig. Donato abbia fatto delle considerazioni a sproposito riguardo alla libera professione dei medici, infatti ho visto di persona i medici che dovevano eseguire il mio intervento in reparto, in divisa (crede che almeno loro li possa riconoscere, visto che mi hanno trattato per più di due anni?) fino a ben oltre le 18 (la prima volta li ho visti alle 7 del mattino, ma si vede che il loro turno ..non è così..”snervante” come quello degli infermieri di sala operatoria). Riguardo la libera professione, poi, mi permetto di sottolineare che, fino a che questa non sarà proibita dalla legge, non vedo perché non debba essere fatta, nel totale rispetto del lavoro nella struttura pubblica. A me personalmente non è mai stata chiesta un euro, mi sono pure visto ritornare indietro un presente! Allora, forse, il sig. Donato dovrebbe rivolgere ai medici dell’Ospedale in cui lavora se questa è la situazione a Bergamo. Sottolineo, tra l’altro che la LIBERA PROFESSIONE, è prevista, SACROSANTA, anche per infermieri e altre figure professionali; in Italia così come in Europa (tra l’altro sono stato curato anche all’estero, e nulla ha mai superato al professionalità degli infermieri italiani!!)
– Non mi rivolgo al tribunale del malato, non voglio alcun risarcimento (la nostra sanità è fin troppo indebitata) volevo solo enunciare un mio disappunto, ma se si vuole che testimoni di persona sulla mia situazione non c’è problema.

Sig. Direttore la ringrazio molto comunque dello spazio concessoci, e lascio giudicare ai suoi lettori, mi complimento con la redazione e con il suo spirito di totale libertà di espressione e di stampa, ormai merce rara!!!

CG

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