Aleatorio e mistificante l’anti-mondialismo dalla Lega
18 Dicembre 2006
Caro direttore,
dallo zingaro in meno al delinquente in meno non muta il giustizialismo populistico, cinico e ripugnante della Lega nord contro qualsiasi soggetto debole e risibili sono le argomentazioni dell’ 11 c.m. della lettrice Vanessa Pratt, tendenti a dipingere questa formazione come non “uniformata” al pensiero globalizzato e ad un certo modello economico, sociale e culturale.
Globalizzazione e mondializzazione dell’economia altro non sono che termini veicolati dal pensiero dominante, al fine di occultare la nozione leniniana di imperialismo e le conseguenti contraddizioni inter-imperialistiche, considerato che risulta fuorviante anche il concetto di”impero” teorizzato da Toni Negri e M. Hardt., che ha influenzato persino le tesi revisioniste nel dibattito interno a Rifondazione Comunista.
Insomma, si vuole favorire una percezione acritica del processo storico ed economico, quando nella realtà concreta il modo di produzione capitalistico genera per la legge dell’ineguale sviluppo ( si vedano a tal proposito gli scritti illuminanti degli studiosi dell’economia -mondo S.Amin e I.Wallerstein) , una polarizzazione crescente, tant’è che 800 milioni circa di individui hanno accesso ai fasti di un consumismo opulento, mentre le restanti sterminate masse del pianeta devono accontentarsi delle briciole, costrette alla pura sopravvivenza o alla morte per fame (si parla di decine di milioni di persone ogni anno).
Un mondo, dunque, dominato da un regime di apartheid sociale che accentua le disuguaglianze tra le classi o tra i ricchi e i poveri, di cui si può prendere coscienza solo tramite le categorie della critica dell’economia politica di Marx.
Categorie di cui si sono avvalsi sul piano dell’analisi i teologi della liberazione, che hanno definito il capitalismo come una teologia di morte ( si vedano le annate del dibattito teologico sulla rivista Amancer di Celleno ed in particolare gli scritti di Pablo Richard), a differenza dell’eurocentrico e liberista Ratzinger, che a suo tempo scomunicò dall’alto della sua cattedra il noto teologo della liberazione Leonard Bofft.
Pertanto, risulta aleatorio e mistificante l’anti-mondialismo propugnato dalla Lega Nord, poiché questa forza politica non solo aderisce alla logica perversa del neoliberismo competitivo, esaltando il correlato darwinismo sul piano sociale, ma mitizza l’individualismo proprietario e diffonde un pernicioso egoismo sociale, che insegue il sogno delle “piccole patrie” tipico del secessionismo razzista dei ricchi.
La Lega Nord è quindi omogenea agli interessi del blocco storico reazionario ed è annoverabile tra le formazioni di destra estrema a livello europeo, come risulta d’altronde dalla monumentale ricerca e comparazione dello studioso francese A. Bihr “L’avvenire di un passato”.
Che poi la mobilitazione reazionaria delle masse sia stata favorita dalla caduta del muro di Berlino e dei socialismi reali, nonché dal disorientamento delle masse proletarie a causa della conversione delle dirigenze social – liberiste ad un contraddittorio liberismo temperato, è un argomento che necessita di ben altro spazio e di una disamina specifica.
Cordiali saluti



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