Anche a sinistra si rubava e si ruba ancora
26 Dicembre 2005
Egr. Direttore,
si rimane stupiti nell’apprendere che anche a sinistra si ruba, che esponenti di punta dell’alta finanza legata agli eredi di Marx ed Engels, come il presidente del colosso assicurativo Unipol Giovanni Consorte, finiscano in carcere per corruzione.
Per noi non è una novità. Ricordo che negli anni settanta, quando si pensava che a rubare fossero solo i democristiani e qualche socialista a titolo personale, scrissi, all’epoca militante nel Fronte della Gioventù (Msi), un volantino dal titolo “ladri si, ma comunisti”, con un lunghissimo elenco di amministratori targati Pci inquisiti per corruzione e ruberie varie.
La differenza è che mentre a destra si approfitta in maniera sfacciata a sinistra si intasca in modo più discreto, grazie anche alla benevolenza della stampa e alla distrazione di certa magistratura.
La disonestà è in realtà un sistema largamente diffuso che non risparmia più nessuno, dal semplice cittadino che rifiuta la fattura per non pagare l’Iva, all’imprenditore che assume in nero per non versare i contributi, all’operaio che per mantenere la famiglia svolge un secondo lavoro fuori busta, per poi finire in campo istituzionale dove il presidente della Banca d’Italia è costretto alle dimissioni per aver favorito i soliti noti e il capo dei commercianti, preso con le mani nel sacco, è indagato per “illecito amministrativo”.
Ogni tanto, quando si esagera, interviene la magistratura. E i vari Berlusconi e Prodi si affrettano ad affermare (non senza un certo imbarazzo, perchè qualche scheletro nell’armadio ce l’hanno pure loro): “è vero il nostro sistema è corrotto però abbiamo anche gli strumenti per risanarlo, basta votarci”.
E Gianfranco Fini annuncia trionfante: “è nata la nuova Italia”. Sarà anche vero, ma dubito che qualcuno se ne sia accorto.
Buon Natale.
Grazie per l’ospitalità e cordiali saluti
Gianfredo RUGGIERO, presidente del Circolo Culturale Excalibur



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