Antenne e Cantello: «Noi il nostro problema non l’abbiamo risolto»
2 Dicembre 2005
Egregio Direttore,
vorrei segnalare alcuni passaggi meritevoli di precisazione che compaio nel virgolettato dell’articolo dal titolo “Scoppia la guerra delle antenne. Bloccata una ruspa”, in cui un rappresentante del comitato che a Bobbiate si oppone alla costruzione di un impianto per la ripetizione della telefonia UMTS, cita come esempio positivo, il comune di Cantello.
Non voglio e non posso entrare nel merito della situazione bobbiatese ma devo correggere quanto scritto su Cantello.
Innanzitutto bisogna precisare che l’installazione dell’impianto Vodafone a Ligurno ha provocato, fin dall’annuncio alcuni mesi fa, una fortissima opposizione, concretizzatasi nella costituzione di un comitato e in una raccolta di firme che ha visto addirittura l’adesione di membri di quella stessa giunta che l’aveva proposto (in particolare il rappresentante di AN, capogruppo del partito in comunità montana).
In secondo luogo, se l’impianto previsto a Cantello si trova ad una certa distanza dalle abitazioni, la scarsa trasparenza usata dall’amministrazione ha generato inquietudini notevoli, tanto che in comune sono giunte diverse proposte (anche ad opera di Legambiente) volte a modificare il progetto.
Di rimando il comune, pur respingendo senza nemmeno degnarle di vera considerazione, le proposte migliorative ha presentato, non prima di avere ricevuto forti pressioni dalla minoranza consiliare, questo cosiddetto “piano di regolamentazione”.
Su questo piano va rilevato innanzitutto che non ha alcuna valenza programmatoria, dal momento che segnala in sostanza solamente i due impianti già esistenti( TIM a Gaggiolo) o programmati (Vodafone a Ligurno appunto)sul territorio; inoltre si è scelto di non proporre tale piano come variante del PRG, tanto che è molto dubbio che esso possa considerarsi vincolante.
Mi risulta invece che una simile soluzione inserita nel PRG, quindi più corretta, sia stata adottata dal comune di Castiglione Olona.
In conclusione vorrei veramente stigmatizzare l’errore di chi indica come esemplare un comune, quello di Cantello, il cui sindaco ha avuto il coraggio di negare esplicitamente ogni confronto a chi chiedeva solo chiarimenti, ha sospeso un consiglio comunale per diversi minuti per dare tempo di andarsene a chi era interessato al tema, sostenendo che non se ne sarebbe più parlato, e ha riaperto il dibattito subito dopo l’uscita dei cittadini che lo avversavano.
Insomma a Cantello c’è voluta una forte protesta e mobilitazione solo per ottenere il riconoscimento di un elementare diritto democratico di pubblicità delle scelte e di partecipazione democratica, se questo risultato si è potuto ottenere grazie alla mobilitazione di DS e PRC in consiglio e di Legambiente tra i cittadini, non si può certo dire che la soluzione definitiva sia in alcun modo soddisfacente o, men che meno, esemplare.
E sui temi ambientali andrebbe detto che a Cantello esistono almeno altri 3 comitati che raccolgono firme o protestano contro la giunta, in una comune di 4000 abitanti non direi che sia un risultato di cui il Sindaco vada fiero.



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