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Asili nido? Si parla di aumentarli, ma intanto chiudono

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26 Luglio 2006

Sia io che mio marito lavoriamo a tempo pieno. Io, la mamma, percorro 2 ore di strada al giorno per raggiungere il luogo del lavoro. A conti fatti resto, quindi, fuori di casa per più di 10 ore al giorno e non vedo mia figlia per altrettante ore.
Certo, i nostri sacrifici cerchiamo di farli: ci alziamo alle 5h45 in modo da poterci preparare alla lunga giornata e fare una sana colazione insieme dove poter discutere i punti del giorno. Alle 6h45 svegliamo nostra figlia. La mamma la lava, la veste e gli fa 5 min di coccole esclusive dopo di ché la passa al papà per il biberon di latte e annesso biscottino. La mamma esce per andare a lavorare all 7h15.
Il papà finisce di dare la colazione alla figlia e la carica sul furgone per accompagnarla al nido prima di iniziare la sua giornata da artigiano (fa l?elettricista).
La bambina inizia la sua giornata al nido alle 7h45 per finirla alle 17 quando la mamma ritorna a prenderla.
E fin qui, anche se con parecchi sacrifici, tutto bene.

Il problema:
la mamma lavora in Svizzera con conseguenti limitazioni pesanti riguardo alla maternità (in tutto ha potuto restare a caso 4 mesi, incluso il periodo pre-parto).
dato che l’allattamento è così importante per i bambini, la mamma ha cercato una soluzione per abbinare il suo lavoro con gli orari della bambina, portandola ad un asilo nido privato svizzero vicino al lavoro. Al di là dei costi, i salti mortali per farcela: prima colazione in auto (sole o gelo, non importa) davanti al nido alle 8; pranzo saltato per correre al nido (in tutto 30 min di tempo) in modo da allattare la piccola. Alle 17h ritira la piccolina, chiedi come è andata la giornata, scambia due chiacchiere con l’educatrice e dagli la merenda (seno) sempre in macchina, in strada. Ore 17.45 ricomincia la strada di ritorno con tanto di coda in dogana. Verso le 19h, finalmente a casa.
Fagli il bagnetto, gioca un pochino con lei, scambia due chiacchiere con il marito e portala di sopra a letto. Allattala ancora e, matematico che si addormenta stravolta. Ore 21h30 la mamma si stacca da sua figlia.
A questo punto deve ancora, una sera stirare, un’altra lavare, un’altra aiutare il marito con la contabilità, un’altra ancora crollare a letto…
Il padre aiuta come può e si rende prezioso in tanti modi, ma l’impegno non cambia.

La Beffa:
il nido comunica il primo ottobre che chiude i battenti il primo novembre per vari motivi tra i quali “l’arroganza” con la quale lo statuto svizzero gestisce gli asili nidi che si ritrovano a gestirsi con difficoltà economiche non indifferenti.
cercando di far buon viso a cattivo gioco, anche se il pianto disperato sopraggiunge, si cerca un?alternativa.
spiacevole sorpresa: gli asili nidi lungo il tragitto casa – lavoro della mamma sono veramente pochi e tutti al completo.
e non solo, nel frattempo appare anche un articolo sul giornale che un asilo nido di Luino è costretto a chiudere per motivi burocratici 8mi sembra che i bagni non fossero in regola con le normative degli asili nido: ma non si poteva aiutarli finanziariamente?). Tra l?altro non abbiamo saputo più nulla sul destino definitivo di questo asilo nido, peraltro molto apprezzato dalle mamme.

La soluzione (momentanea!)
dopo una lunga ricerca approdiamo nel nostro comune di residenza: Gavirate. Qui esiste un asilo nido comunale ma é al completo con una lunga lista di attesa.
a quel punto l?ufficio sociale del comune ci info rma che per l?1 gennaio 2006 aprirà un asilo nido della cooperativa famiglia. Eureka! Hanno un ottimo nome e in più c?è posto!
cerchiamo con mani e piedi una soluzione per piazzare nostra figlia tra il 1 novembre ed il 1 gennaio (santi nonni!) e iniziamo l?introduzione al nuovo nido.
ero molto dispiaciuta della chiusura del nido svizzero anche per l’estremo affiatamento che si era creato tra mia figlia e l’educatrice, ma devo dire che anche qui mia figlia e i vari educatori vanno molto d’accordo. Tra l’altro mia figlia è l’unica a farsi 9 ore al giorno di nido, conquistando così il nomignolo di Veterana dei Nidi . Ma onestamente mi sento ben poco fiera di questo nome.
E così, tutto bene fino ad oggi, 3 giorni prima della chiusura del nido.
Il nido comunale di Gavirate, nel frattempo, ha chiuso i battenti il 1 gennaio “perché era un costo troppo oneroso” per il bilancio. Il Comune ha cercato di assegnare la gestione ai privati tramite un bando di concorso andato a vuoto a causa delle condizioni economiche poste dalla stessa amministrazione.
A questo punto il comune di Gavirate non ha avuto altra scelta che riprendersi in gestione l’asilo nido comunale e ci ha inviato anche una lettera comunicandoci che c’era posto per nostra figlia. Peccato che per arrivare a questa conclusione abbiamo dovuto iscriverla ad un asilo privato, che il nido comunale è stato chiuso dal 1 gennaio fino alla riapertura prevista per settembre.
Considerando che ci trovavamo benissimo presso il nido privato della Cooperativa Famiglia e che volevamo evitare a nostra figlia il “trauma” di cambiare ancora una volta, abbiamo provvisoriamente rifiutato il posto al nido comunale.
La doppia beffa
– L’altra sera ci è stato comunicato dal nido Famiglia che é stata indetta una riunione straordinaria: la sopravvivenza del nido non é sicura!
– con il piombo nelle scarpe mi sono recata alla riunione per scoprire che, a dire dalla responsabile stessa, il nido non può continuare ad esistere causa le spese troppo alte e il “venir meno” della collaborazione economica con il comune stesso.
– sono abbastanza convinta che qui ci siano in gioco interessi un po’ più difficili da quelli illustratici dalla responsabile del nido, ma il problema non cambia: i genitori dei 10 bambini rimasti iscritti (3 avevano intanto accettato il posto al nido comunale) sono rimasti improvvisamente senza soluzione per i loro bambini: dove parcheggiarli in modo sicuro? E questo solo 3 giorni prima del fattaccio!|
– il nido ci ha spiegato di aver cercato una soluzione con il comune di Gavirate in termini di “voucher” restitutivi per i costi dei bambini, ma il comune di Gavirate ha risposto che per quest’anno non ha fondi a sufficienza per trovare una soluzione economica per questo problema. Peccato che é proprio di oggi la notizia che il comune a messo a bilancio ben 200.000 euro per “abbellire” via XXV Aprile in modo da attirare i turisti in visita nella nostra zona….
– alla fine abbiamo strappato la parola alla responsabile di concordare con il nido comunale l’accettazione “in blocco” dei nostri 10 bambini, ed in difetto di restare “aperti” (anche se in perdita) con il nido privato fino alla fine dell’anno in modo da permetterci di trovare altre soluzioni per assicurare la cura dei nostri figli a mani sicure durante le ore lavorative.
Ora sono qui a chiedere “Aiuto”
Con tanto di campagne pubblicitarie che ci vogliono più nidi per aiutare le famiglie in modo da permettergli di lavorare e procreare, come é possibile che si creino queste situazioni che ritengo assurde?
Allora, se vogliamo aprire almeno 3.000 nidi (campagna pubblicitaria di Prodi-Bindi) evitiamo almeno di farli chiudere nel frattempo!
Fate qualcosa e fatelo presto: é in gioco non solo il presente ma anche il futuro del nostro paese!
Con speranza,

Marie-Louise Sunier-Bertuzzo

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