Basta con le strumentalizzazioni della religione
10 Dicembre 2006
Egregio Direttore,
ormai quasi quotidianamente dobbiamo assistere a sempre più astiose contrapposizioni fra le forze politiche dei due schieramenti su temi etici che meriterebbero ben più alti livelli di dibattito.
S arebbe invece senz’altro più ragionevole per tutti evitare meschine e maldestre strumentalizza zioni del l a religion e a fini di partito .
Oppure potremmo giudicare, semplicemente, la coerenza di ciascun esponente politico, a destra come al centro o a sinistra, nei propri comportamenti.
E’ curioso, per esempio, che spesso i più strenui difensori della sacralità della famiglia e del matrimonio siano proprio coloro che nella loro vita ne hanno collezionati almeno un paio.
Ma soprattutto , più seriamente, io penso che la coerenza del legislatore vada cercata nella sua concreta attività in difesa dei principi universali di fraternità fra le persone, di libertà di ogni uomo, di uguaglianza fra tutti i cittadini.
Se provassimo infatti a valutare serenamente ogni provvedimento legislativo in questo quadro fondamentale, quello dei doveri e dei diritti dell’uomo, avremmo un metro di giudizio probabilmente vicino al giusto.
E riusciremmo senz’altro a trovare larghe convergenze anche su argomenti difficili ed eticamente rilevanti, a partire da quello della convivenza fra culture e religioni diverse.
L’allargamento della sfera dei diritti di ciascuno, là dove non confliggono con quelli degli altri, potrebbe in questo modo essere attuato attraverso confronti aperti e costruttivi anche su temi che sono oggi fonte di acceso dibatto quali il testamento biologico e la possibilità di decidere della propria vita, la parità di condizioni di fronte allo Stato senza discriminazioni di tipo sessuale o religioso, il diritto di cittadinanza.
Il nostro paese ha una Carta fondamentale, la Costituzione, che la stragrande maggioranza degli elettori ha recentemente confermato con un voto inequivocabile.
La Costituzione della Repubblica regola i doveri e i diritti di ciascuno e stabilisce i limiti delle ingerenza dei diversi poteri – civili e religiosi – nei confronti di ogni cittadino.
Nessuno, sulla base di questi principi, può arrogarsi la facoltà di imporre una propria visione, politica o confessionale, a uomini liberi che abbiano diverse convinzioni.
Nessun potere, in uno S tato laico e democratico, può condizionare l’attività del legislatore che deve operare garantendo la libertà di tutti e tutelando le minoranze.
I padri costituenti, che pure rappresentavano ideologie estremamente diverse, seppero trovare validi punti d’incontro proprio grazie alla comune consapevolezza del senso dello Stato.
Sarebbe un grave passo indietro se prevalessero oggi imposizioni antistoriche e contraddittorie rispetto alle libertà individuali che ci sono state consegnate dopo un lungo e faticoso percorso sulla strada del progresso civile e sociale.
Un cordiale saluto



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