Berlusconi operato all’estero? Quale coerenza…
20 Dicembre 2006
Egregio Direttore,
da molte parti si sono levate critiche alla decisione di Silvio Berlusconi di andare a farsi operare all’estero.
In modo analogo si comportò l’allora ministro Umberto Bossi.
C’è chi ha replicato ricordando l’evidente diritto di tutti i cittadini a farsi curare dove preferiscono.
Bisogna però ricordare, a questo proposito, che l’autorevolezza dei governanti si regge anche sulla coerenza e comunque su regole non scritte che dovrebbero comunque essere rispettate.
E’ il caso dei magistrati che non solo devono essere imparziali ma che devono anche apparire tali.
Ecco il motivo per cui non possono, per esempio, esercitare la loro professione contemporaneamente al mandato parlamentare.
Analoghe limitazioni, per motivi di opportunità, riguardano (o dovrebbero riguardare) numerose altre categorie di cittadini.
In particolare i governanti, o coloro che lo sono stati per lunghi periodi, dovrebbero attenersi ad alcune regole che non sono solo di buon gusto e di etichetta ma che riguardano la coerenza di una azione politica e amministrativa.
Chi ha retto per anni la sanità pubblica, e ne ha indirizzato lo sviluppo o il declino, dovrebbe quindi astenersi dal farsi curare all’estero, pena la perdita della propria credibilità.
E ancor peggio se ci si rivolge ad un medico costretto a emigrare per la penosa situazione della ricerca nel nostro paese.
Un cordiale saluto



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