Besano: l’odio è un sentimento, non uno strumento
16 Giugno 2005
La efferatezza dell’omicidio di Besano ha colpito un ragazzo giovane, ha sconvolto la sua famiglia che nel dolore di queste ore (e del futuro che resta), con grande senso di responsabilità, chiede la presenza e l’impegno delle Istituzioni per ottenere giustizia. Una giustizia che non ridà vita, ma che ha il compito di tutelare la vita di chi continua, la vita di una intera comunità, di un intero Paese, anch’esso sconvolto di fronte a quanto accaduto.
L’odio è un sentimento, anche giusto in questo caso, perchè appartiene al lato più umano della vicenda, perchè appartiene a chiunque venga ucciso un proprio figlio o un proprio caro. L’odio è un sentimento ma, come dimostrano le stesse parole dei famigliari e l’appello pronunciato dalla mamma di Claudio Meggiorin, non è uno strumento.
Questo dovrebbe essere l’atteggiamento di grande responsabilità da parte delle forze politiche.
L’uso strumentale che la Lega fa di questi fatti criminosi contribuisce a fomentare l’odio e le reazioni irrazionali, sul cui carro salgono i rigurgiti neonazisti, così come è accaduto nel corso di queste ore.
Ancor più grave il comportamento della Lega in quanto forza di maggioranza e di Governo.
Se ci sono le leggi che non funzionano le cambino, a partire proprio da quella che porta il nome del loro leader, la Bossi-Fini, la quale ha fallito pesantemente e ha dimostrato di aumentare e peggiorare il fenomeno della clandestinità, aggiungendo alla clandestinità dell’ingresso la clandestinità della permanenza dentro la quale agisce la criminalità, con il risultato di una assenza totale di governo del fenomeno migratorio.
Una legge cioè che ha puntato sulla repressione e non sulla inclusione e sui diritti, unico strumento che consente di includere i cittadini-lavoratori e di isolare i criminali.
Facciamo appello alle forze democratiche, alle forze sociali, affinchè nel nostro Paese si realizzi finalmente un modello legislativo che privilegi l’inclusione e che metta nelle condizioni la Magistratura e le Forze dell’Ordine di individuare e di isolare i criminali di qualunque colore e provenienza.



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