Binelli, spero prevalga il buon senso
9 Gennaio 2007
Egregio direttore,
leggo la reazione scomposta al mio intervento di ieri da parte di un fine costituzionalista padano qual è il segretario della Lega nord Fabio Binelli.
Peccato che Binelli dimostri di conoscere meglio la Costituzione padana e le leggi padane di quanto non conosca la Costituzione, che lui considera un ferrovecchio da rottamare, e le leggi italiane.
Il linguaggio aggressivo che usa sia nei confronti della comunità islamica che di me stesso è un segnale assai preoccupante perché significa che il mio invito dei giorni scorsi alla moderazione è caduto praticamente nel vuoto.
Ciò è molto triste perché è la dimostrazione lampante di come l’odio nei confronti del prossimo (“terroni”, immigrati, diversi) a volte possa annebbiare i cervelli anche alle persone più intelligenti.
Nel caso specifico se la Lega e Binelli hanno veramente ricevuto delle minacce consiglio loro di rivolgersi alla Magistratura.
Ciò non toglie che la macellazione secondo il rito previsto dalla religione islamica ed ebraica è stata regolarmente permessa dalla ASL.
E ciò non toglie che la manifestazione degli islamici è stata regolarmente autorizzata da Prefettura e Questura e che, fino a prova contraria, si sarebbe svolta “pacificamente e senz’armi”, proprio come prevede la Costituzione. Per quanto riguarda il D. lgs. 33/98 non mi risulta che sia stata sollevata una questione di incostituzionalità. Del resto nei 5 anni passati al governo, dal 2001 al 2006, la Lega ha avuto tutto il tempo necessario per abrogarlo. Perché non l’ha fatto?
Del resto mi permetto di sottolineare come sia abbastanza singolare lamentarsi oggi per tale decreto quando la macellazione in questione esiste fin dal 1980 per permettere alle imprese italiane di esportare nei Paesi islamici le carni macellate in Italia.
La Lega e Binelli, accecati dalla loro crociata antiislamica, vogliono forse provocare un danno all’economia italiana e, in particolare, lombarda?
Ribadisco, infine, che noi DS ci riconosciamo perfettamente nella Carta dei valori e principi giustamente proposta, in seno alla Consulta per l’Islam, dal ministro Amato.
Ciò significa che tutti gli immigrati, non solo quelli islamici, che desiderino ottenere la cittadinanza italiana dovranno preventivamente accettare i principi che sono alla base della società e della cultura italiana.
Capisco che ogni passo che favorisca il processo di integrazione degli immigrati, stabilendo con chiarezza diritti e doveri, spaventi la Lega e Binelli perché, contestualmente, diminuiranno le occasioni di strumentalizzare i problemi che da sempre accompagnano l’incontro di culture diverse.
Mi auguro, tuttavia, che, anche Binelli e la Lega, alla fine, sappiano fare prevalere la ragione e il buon senso sulla demagogia e l’interesse di bottega.



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