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C’è sempre chi vuole rovinarti la festa

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20 Ottobre 2005

Questa mattina ho avuto modo di notare che la prima pagina del nuovo quotidiano “La Provincia” era occupata da una notizia che sto aspettando da molto.
Esattamente da quattro mesi. In realtà dopo aver assistito al consiglio comunale di lunedì, pensavo che tale “querelle politica”, imbastita con un po’ di sano sentimentalismo italiano (… sono della generazione che ha assistito alla Sandra Milo mamma…), arrivasse proprio il giorno dopo il teatrino di “Palazzo Estense”. Vengo al nodo della questione, premettendo ancora che la riflessione che segue (e quindi sovrasta di mancanze) non è riferita alla persona, ma al sistema che la sta usando (e quindi alleviando il suo dolore).

Stendendo il nuovo quotidiano sul tavolo per approcciarmi alla lettura, l’occhio ha centrato in una posizione favorevole della prima pagina il titolo “Così offendono la memoria di mio figlio”. Ovviamente, non ho dovuto neppure sforzarmi a pensare chi fosse, perché e quali sono gli obiettivi della mamma d’Italia del giorno. Nei mesi scorsi, infatti, dopo la perdita del figlio (e mi dolgo, comunque, perché il nostro globo terracqueo ha un’anima in meno), si è fatta fotografare a capo della manifestazione-corteo post funerale. Successivamente esternava il suo dolore sul palco che scioglieva una manifestazione, dove avevo personalmente ascoltato i cori “duce, duce” e che ritenevo, nella mia ignoranza, apologia di reato, ma che le forze dell’ordine mi hanno spiegato essere di competenza del giudice.
E ho capito che i miei esami di diritto erano stati troppo pochi! O semplicemente inutili.

L’ho rivista ancora ritratta durante la visita al cimitero con Alessandra Mussolini (perché mamma anche lei e voleva compartecipare al dolore). Quest’estate ancora la sua immagine si riproponeva in occasione del matrimonio del “figliolo” di Bossi, che aveva scelto la “figliola” come testimone. E pochi giorni fa la sua folta chioma bionda svettava sotto la notizia della prossima candidatura alle elezioni comunali e politiche nelle fila di Alternativa Sociale. E riecheggiano nella mia mente parole come: “io non sono di nessun partito, sono una mamma che soffre”.
Ripremetto che la perdita della signora è da me doverosamente rispettata, perché un essere umano è venuto meno, quindi, per dirla alla Hemingway “anch’io ho un pezzo in meno”.

Immagino che facilmente tutti abbiano compreso di chi stia parlano.
Come riflettere, dunque, quando stamane rincontro a pg. 15 (cioè apertura di cronaca) la foto della signora composta alla scrivania della redazione de “La Provincia” che chiudeva il titolo “Questo corteo infanga la memoria di Claudio”?
Ogni teoria può essere vanificata davanti al dolore, ripeto, ma che la Signora Meggiorin voglia strumentalizzare anche la street parade che giovani attivi, con un grande cuore, ma soprattutto un cervello pensante, hanno organizzato per parlare di antirazzismo con il sorriso e la pace nel cuore, non è ammissibile.
Utilizzi gli strumenti della comunicazione politica correttamente e non approfittando di un gruppo di giovani, che da mesi stanno incontrandosi, confrontandosi e pensando come parlare dell’emergenza umana che porta anche in Italia popolazioni che abbandonano la propria casa e ci buttano in faccia quotidianamente la loro fame (se lo ricordi la signora ai banchetti e non sventoli la fondazione Girasole per dire che lei non è razzista!).

Signora Meggiorin, invece di strumentalizzare questi ragazzi, che personalmente sostengo, perché non dimostra anche per la sua personale campagna di comunicazione politica che non è razzista e aderisce alla street parade?

Io lo faccio: i ragazzi sono stati così intelligenti che non hanno voluto nessuna “sponsorizzazione” politica. Allora venga a farci vedere come questa nuova sua butade non sia il tentativo di accaparrarsi le prime pagine per far campagna alle spalle di quel movimento civile di giovani, che guardano avanti e si vedono un futuro accanto a persone di ogni religione, razza e ideologia.
E pensano di conviverci.

Al contrario di quelli che non utilizzano il pensiero (figurarsi quello laterale) e viaggiano con slogan tipo “difendi il tuo simile, elimina il resto”.
Personalmente sento quest’aria pesante nella nostra città giardino. E non parlo del PM10, ma di questo ricostituirsi di fazioni e capannelli che parlano (se va bene!) di bianco e di nero, di cristiani e mussulmani, di mercificazione e di arte, di destra e di sinistra.
Sono veramente stupefatta di come una città che conta migliaia di persone attive politicamente, culturalmente, socialmente, accetti in silenzio questa strumentalizzazione.

Domenica, i ragazzi di Positi-Va vogliono festeggiare insieme soprattutto a quelle comunità che a Varese vivono e che tutti impiegano nelle proprie case e nelle proprie ditte.
Perché, diciamocelo, Signora Meggiorin, se non ci fossero o potessero decidere di scioperare liberamente, potrebbero fermare il mondo produttivo, quello consumieristico e quello sociale. Ed a voi, proprio a voi che siete l’oggetto della festa di domenica, ricordo di fare attenzione a tutti i giochetti politici che nei prossimi mesi avranno il palcoscenico cittadino, perché i partiti arriveranno ad allocarsi ognuno la sua comunità.
Se non sono riusciti già a farlo. E voi ragazzi POSITIVI ED ENTUSIASTI restate liberi da ogni condizionamento, perché è giunto il momento storico, e non solo provinciale, per cui solo la società civile decide delle proprie sorti, visto che i rappresentanti, che eleggiamo per nostro diritto, sono legati da migliaia di condizionamenti.

E vi raccomando di non rispondere ad alcuna provocazione: che la pace sia nei vostri cuori, nei vostri slogan e nelle vostre azioni! Mi chiedo, infatti, quale possa essere la linea programmatica della Signora Meggiorin (ehm… Garruti coniugata con un consigliere di Besano, mi sembra della Lega): “difendi il tuo simile, elimina il resto”?
Perché, perché, egregia mamma, spreca quella creatura che ha generato e che da pochi mesi ha perso sotto quegli slogan razzisti e attacca i ragazzi di Positi-Va che fanno una festa in città anche per Claudio: per urlare che siamo tutti uguali e che lavoriamo per un futuro all’insegna dell’intelligenza, della libertà, della comprensione e della pace?
Si prenda le sue responsabilità, perché se domenica qualcuno infastidisce ingiustamente i giovani pacifisti nella loro festa, verrò personalmente a suonare il suo campanello ed a chiederle: perché semina odio?

Ombretta Diaferia

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