Calma e sangue freddo, per il palaghiaccio c’è speranza a condizione che…
23 Giugno 2005
Egregio direttore,
la fine improvvisa della gestione della famiglia Colombo, durata, malgrado i proclami, solo due anni, la più breve nel quarto di secolo di storia del Palaghiaccio, ha dato vita, anche sul Suo quotidiano, a un interessante dibattito circa il futuro della struttura sportiva più utilizzata della Provincia.
Premesso che ritengo tanto l’attuale quanto la precedente amministrazione di centro – destra ( Lega, FI, AN, UDC ) pienamente responsabili della mancata individuazione di una gestione seria e della situazione di degrado in cui versa l’immobile, credo, tuttavia, che sarebbe ingeneroso addossare ogni responsabilità unicamente all’Assessore Caccianiga che ha sempre lavorato con passione.
Secondo me, infatti, la responsabilità maggiore è della Giunta che ha sempre lasciato gli Assessori allo sport (Perego prima e Caccianiga poi ) privi di linee guida, mancanza cui si è rimediato solo recentemente, e senza le risorse necessarie per programmare ed effettuare, tra il 1997 e il 2005, le manutenzioni necessarie e previste che ammontano a circa 4.200.000 euro.
Pertanto, quale componente della Commissione sport che si è sempre speso molto perché il Palaghiaccio potesse rimanere nella sua sede attuale di via Albani, continuando ad essere fruibile non solo da parte della società professionistica di hockey ma anche da tutte le realtà dilettantistiche e amatoriali degli altri sport su ghiaccio e del nuoto e soprattutto delle migliaia di sportivi varesini, auspico che il sindaco Fumagalli, la Giunta, l’assessore Caccianiga accelerino l’impegno per trovare un gestore provvisorio non solo per la piscina ma anche per la parte ghiaccio in attesa che, l’anno prossimo, si svolga la gara d’appalto prevista dalla legge e arrivino da Roma i fondi per la Cittadella dello sport. Naturalmente tenendo conto delle esigenze e coinvolgendo tutte le associazioni e gli operatori del settore ghiaccio e della piscina che hanno una professionalità riconosciuta e una conoscenza pluriennale dei problemi della struttura.
Questo non è il momento di fare o alimentare sterili polemiche. Occorre calma e sangue freddo da parte di tutti. La situazione è grave ma non irrimediabile a patto di rimboccarci le maniche tutti insieme per centrare l’obbiettivo condiviso di garantire la regolare apertura della struttura senza arrecare danno o disagio a nessuno.
Varese, 23 giugno 2005
Fabrizio Mirabelli
Segretario DS Varese



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