Campeggio di Azzate: “Il paese merita rispetto e chiarezza”
25 Marzo 2022
Vivo ad Azzate da quanto sono nato, prima “per caso” e poi per scelta.
Come tanti paesi della provincia italiana è uno di quei comuni a cavallo fra la città e la campagna, col suo tessuto sociale e artigianale che per tanti versi è restato immutato negli ultimi 50 anni, mentre per altri è cambiato drasticamente.
Vivo ad Azzate, per scelta, perché sono cresciuto andando in bicicletta a Vegonno, con le feste del paese e quella della Madonnina del Lago, correndo sul campone polveroso dell’oratorio, buttando sempre un occhio al lago e al Campo dei Fiori.
Vivo ad Azzate e come tanti, forse tutti, gli azzatesi, negli ultimi giorno sono restato basito vedendo le immagini di abbandono, incuria e inquinamento in cui versa l’ex Campeggio Sette Laghi.
Sono restato basito, e dispiaciuto, provando anche un senso di frustrazione e vergogna nel vedere un vero e proprio scempio a due passi da casa, sulle sponde del nostro lago.
Quelle macerie, la lana di roccia e l’amianto abbandonati e in parte inglobati dal terreno sono l’immagine plastica di un totale disinteresse, da parte dei più e ad ogni livello. Sono l’immagine di un modo di agire che considera il benessere, nel tuo totale, l’attenzione al territorio e all’ambiente come secondari, se non come ostacoli.
Nessuna sorpresa però, già a inizio mese, proprio sulle pagine di VareseNews la situazione era emersa, con tanto di materiale fotografico; viene quindi da chiedersi come possano essere giustificate le tante reazioni di sorpresa, al di là di qualsiasi dinamica di maggioranza o minoranza, di curatori e avvocati. La situazione era ed è oggettiva, e adesso sotto agli occhi di tutti.
La risoluzione, però, non può essere costruita a colpi di “ignoro” e “non sapevo”, e neppure addossando responsabilità ed oneri alla nuova proprietà, finendo nel tristemente noto stereotipo all’italiana del “non è colpa di nessuno”. Sarebbe prima di tutto una sconfitta per tutti gli azzatesi e per la comunità, e in seconda battuta sarebbe il modo migliore per disincentivare investimenti positivi sul nostro territorio. Azzate, che dovrebbe finire alla ribalta nazionale per le ville del ‘700, per le sue peculiarità paesaggistiche…per i suoi pregi insomma, merita rispetto e chiarezza, che evidentemente nella gestione di questa questione sono mancati.
Giacomo Tamborini, un azzatese.



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