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Cani da caccia. Gli allevatori dimostrino che sono doc

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30 Agosto 2005

Vi scrivo perché vorrei porre l’attenzione su un annoso problema, mai risolto, ma che so, stare molto a cuore, a parecchie persone.
Sono un cacciatore da molti anni ormai e nel corso delle mie stagioni venatorie mi è spesso capitato di dover comperare un cane da caccia adatto alle mie esigenze.
Mi sono sempre rivolto agli allevamenti specializzati del settore mi è ovunque capitato di dover comperare uno o più cuccioli di 60 giorni, già vaccinati e sverminati, dichiarati figli di campioni e campionesse premiati, conosciuti a livello nazionale ed internazionale, pagandoli, anche alcune migliaia di euro, ora che vige questa moneta, ma non avendo mai la certezza che nessuno di questi cani fosse realmente figlio di tanto dichiarati ed osannati genitori.
Nonostante le dichiarazioni di responsabilità da parte degli allevatori e quanto riportassero scritto gli eventuali pedigree, profumatamente pagati, non ho mai avuto la certezza di cosa avevo comperato e di quanto mi ero lasciato convincere.
Quanti di noi cacciatori si sono lamentati dei propri cani, nonostante fossimo convinti di aver comperato dei piccoli campioni in erba, ma con un sangue ed una genealogia quasi infallibile?
Ora, appunto di questo si tratta, della possibilità di poter instaurare, almeno in Lombardia, un servizio che possa soddisfare tutti gli acquirenti di cani, non solo noi cacciatori, che dia la certezza che i cuccioli che andremo a comperare siano realmente figli dei genitori dichiarati, togliendoci dunque il dubbio di eventuali sospetti di illegalità da parte degli allevatori o rivenditori in questione.
Basterebbe che si potesse fare un semplice esame del DNA dei cuccioli (bastano pochi peli od addirittura un po’ di saliva per i cani a pelo corto ) e che tutti gli allevamenti avessero l’obbligo di fare questo esame a tutti i riproduttori, maschi e femmine, presenti in allevamento.
Sicuramente l’allevamento quotato e pubblicizzato ne avrebbe un riscontro positivo ed una ondata di consensi da parte di noi cacciatori, influenzando anche quelli che sono più restii a questa idea, mettendo pian piano fine ad un annoso problema di tutti noi acquirenti.
Per non parlare poi di una anagrafe degli allevamenti, dei rivenditori, delle razze presenti, dell’anagrafe canina con la relativa genealogia, soggetto per soggetto, ed i passaggi di proprietà e di acquisto dei vari animali, della possibilità concreta di poter risalire ai padroni dei cani spersi durante la caccia od anche abbandonati, di quelli rubati, o addirittura uccisi.
Tutto questo si può ottenere con una modica spesa che, di certo, non spaventa nessun allevatore o rivenditore, ma di sicuro darebbe loro un ritorno d’immagine e di serietà notevole; potrebbe essere il viatico giusto per far sì che anche le altre regioni prendano esempio dalla Lombardia, dove esiste un Laboratorio serio e qualificato in grado di soddisfare sia le esigenze degli allevatori, sia quelle degli acquirenti.
Questo, dunque vuole essere un appello a tutti i cacciatori ed a tutti i possessori di cani di razza, perché ci riflettano su, per far sì che questa mia idea possa diventare una legge di giustizia e di equità nei confronti nostri e di tutti i possessori di cani.
RingraziandoVi della Vostra ospitalità e cortesia porgo cordiali saluti

Franco Carboni

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