Da caval perdente a caval di Troia: lettere aperta a Luigi Di Maio
15 Febbraio 2022
Il 4 di marzo 2018, io, come tanti milioni d’italiani ho votato M5S, con la sua vocazione trasversale rappresentò le aspirazioni di tanti settori esclusi da un modello economico che aveva dimostrato le sue carenze, il M5S rappresentava infine l’Italia Periferica.
Poi mi sono trovato col governo M5S / Lega di Salvini, successivamente chiamato Conte 1, una decisione sciagurata con conseguenze gravissime che lei, signor Di Maio, ha giustificato dicendo che il consenso dei votanti doveva portare al M5S a governare. Il Conte 1 è costato al M5S 5 o 6 milioni di voti, e lei signor Di Maio si è mosso sempre a rimorchio dell’amico Matteo sapendo che la Lega rappresenta quella parte della economia italiana che ha fatto la sua fortuna appoggiandosi al lavoro sommerso e precario, parte dei votanti del M5S invece rappresentano quei cittadini che questa condizione di precarietà la subiscono. La contraddizione quindi era palese.
L’obiettivo dello stablishment è sterilizzare il M5S, e ci stanno già riuscendo, poiché i nostri nemici contano su un alleato dentro lo stesso movimento, un personaggio abilissimo a prendersi (e farci prendere) una batosta dietro l’altra senza battere ciglio. E il M5S arrivò al Conte 2 in stato confusionale e per necessità di fronte alla crescita esponenziale della Lega e il blocco della destra neofascista. Abbiamo visto il suo atteggiamento distante durante i momenti pubblici della formazione del governo Conte 2, mi viene di pensare che lei signor Di Maio non si trovava comodo con questi nuovi alleati, forse avrebbe preferito continuar a lavorare per l’antico alleato.
Il denominato governo Conte 2 avrebbe potuto essere una occasione di recuperare consenso e dare un contributo al paese in cambio abbiamo visto un “Capo politico” che invece di attuare con criteri collaborativi ha fatto tutto e il contrario di tutto al punto che l’appoggio al M5S secondo i sondaggi continuava a calare. Dovuto al suo operare signor Di Maio il M5S ha espulso e ha perso validi parlamentari che hanno emigrato al Gruppo Misto.
Nel frattempo lei continuava a saltellare in un ballo di San Vito inoperante, preso dalla sua incontinenza verbale come quando festeggiava avvenimenti immaginari e inghiottiva rospi che per le persone normali sarebbero altamente indigesti per l’indegnità che comportavano, tutto pur di restare a galla. Lei avrebbe dovuto dimettersi dopo il risultato delle europee, quando un politico incassa un avviso di quella portata deve andarsene, invece cocciutamente continuò avanti secondo la strategia caval perdente non si cambia. Lei ha affinato il mestiere della sopravivenza riuscendo con punteggio notevole per uno appena arrivato, e questo in Italia, Patria del Gattopardismo.
Poi arrivò la fronda per spodestare Giuseppe Conte che si era dimostrato empatico coi cittadini nei giorni bui dell’isolamento del 2020 pero inadeguato per i poteri forti. Ci siamo trovati in un attimo col governo Draghi caldeggiato dal presidente Mattarella, il M5S all’interno del nuovo governo, e chiaramente lei non poteva mancare con un ministero importante!
Ora, il M5S intrappolato in questo meccanismo auto lesivo riesce solo a galleggiare, annaspa, regala spazi, crea delusione e rabbia prendendo per imbecilli i cittadini che l’hanno votato e purtroppo abbiamo visto che la sopravivenza di cui lei è un specialista si è trasferita come una malattia infettiva a una parte del corpo parlamentare del M5S che vivacchia in attesa della scadenza per incassare la pensione.
In questa situazione di crisi di valori, di impotenza, dove gli studenti vengono manganellati e il lavoro è sempre più precario, dove l’economista Mazzucato, consulente del governo Conte viene sostituita dal Giavazzi nel governo Draghi, lei signor Di Maio che nel 2018 voleva portare il presidente della Repubblica davanti ai giudici ha lavorato nell’ombra per la rielezione di Mattarella creando una dissonanza che ha danneggiato il M5S. La parabola è notevole, il suo operare viene presentato dalla grande stampa come il passaggio alla maturità di un statista, la sua carriera è stata folgorante e piena di successi, però questi ‘successi’ segnalano la sua totale estraneità ai valori del M5S, alla fine è riuscito a rendersi utile allo stablishment di questo povero paese, non è poco.
Ora ha rinunciato alla carica di garante del M5S, non sappiamo niente del suo progetto politico, se c’è qualcosa oltre alla sopravivenza camaleontica e la disponibilità verso i poteri forti però una cosa è certa: lei è un corpo alieno alle battaglie del M5S e quanto prima se ne va meglio è.
In tanto vorrei ricordare ai votanti M5S alcuni punti irrinunciabili per tenere la barra ferma:
1) Difesa della Costituzione nata della Lotta di Liberazione però in modo concreto e non retorico, andando incontro alle lotte dei lavoratori della logistica e le fabbriche come la GKN.
2) Riprendere la lotta per l’acqua pubblica secondo il risultato del referendum.
3) Bloccare grandi opere e TAV.
4) Rifiutare il MES e l’elenco di prestiti della CE che limitano e condizionano una politica economica autonoma che dovrebbe lavorare per il ripristino dello Stato Sociale.
5) Bloccare la gestione privata nella sanità e sviluppare una capillare rete di medicina preventiva volta a ridurre gli effetti di eventuali ritorni di pandemie simili a quella del Covid 19.
6) Finire con la guerra di religione tra cittadini che accettano il vaccino terapeutico e quelli che lo rifiutano. La Assemblea del Consiglio d’Europa si è pronunciata contro l’obbligo di vaccinazione, formale o surrettizio dichiarando che i certificati di vaccinazione devono essere usati solo per monitorare l’efficacia dei vaccini e non per discriminare o punire i non vaccinati. Tale divisione non giova all’interesse comune quando il vero nemico è la privatizzazione della sanità e lo strapotere delle case farmaceutiche, strapotere concesso volontariamente dalla CE e dai governi europei.
7) Sviluppare con mezzi pubblici la ricerca per sostituire i prodotti delle multinazionali del farmaco, bisogna approfittare la ‘eccellenza italiana’ per riuscirci (se lo ha fatto un paese piccolo e povero come Cuba lo potremo fare anche noi che siamo la ottava potenza economica del mondo).
8) Bloccare i tentativi di creare autonomie differenziate preservando il vincolo solidale tra regioni.
9) Facilitare l’acceso e incrementare le risorse del Reddito di Cittadinanza.
10) Creare le condizioni per la promulgazione di un stipendio minimo degno partendo di una base stabilita coll’accordo di tutte le organizzazioni sindacali.
11) Ripristino del articolo 18 per contrastare la precarizzazione del lavoro.
Signor Di Maio, è necessario che lei se ne vada dal M5S al più presto col suo gruppo di fedeli, il Movimento si deve preparare per le prossime elezioni e non abbiamo bisogno di un caval di Troia. Si può servire ai cittadini in tanti modi (se ci fosse nelle sue intenzioni più recondite questo scopo!), non c’è bisogno di essere ministro, capo politico, portavoce, personaggio della stampa rosa ecc. Posti di lotta non le mancheranno nelle periferie del suo paese natio dove c´è tanta gente che si aspetta una svolta sociale vera. In quel ambito troverà l’occasione di rifarsi come militante politico e servire al popolo.
Marcelo Caracoche
Votante del M5S di Casorate Sempione (VA)



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