Che fine ha fatto l’Arcigay?
18 Novembre 2006
Caro direttore
credo proprio che il tema dell’omosessualità, e quello del diverso orientamento sessuale in generale, sia ancora tabù. Almeno quì dalle nostre parti. Tempo fa mi chiedevo che fine avesse fatto l’ArciGay a Varese: voleva essere soltanto lo spunto per un confronto civile e democratico sull’argomento, chiamando in causa, innanzitutto, l’eterna latitante in materia di diritti civili: la sinistra varesina (o ciò che ne rimane).
Affrontare un tema così “scabroso” in un contesto che, da oltre tredici anni si vanta di esprimere una maggioranza politica, i cui tratti distintivi sono il localismo più gretto e la xenofobia, e la cui miseria culturale è ben incarnata, tra l’altro, anche dalle affermazioni omofobe dei suoi vari esponenti, mi rendo conto che possa non incontrare il favore di una larga fetta di opinione pubblica varesina.
Mi auguro, comunque, che, in futuro, queste difficoltà di approccio ad un problema di uguaglianza sostanziale dei cittadini vengano superate e si riesca ad affrontare, seppure in ritardo rispetto al resto del paese, l’argomento anche dalle pagine del vostro giornale.
Un cordiale saluto



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