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Chi a paura degli alberi a Gallarate?

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7 Dicembre 2005

Se hanno resistito alle ultime nevicate non sarà certo l’Assessore Simeoni o l’esperto agronomo del comune a stroncare gli alberi che Legambiente ha messo a dimora con l’aiuto delle scuole. E se l’Assessore non credeva ai suoi occhi, anche noi non riuscivamo a credere alle nostre orecchie quando ci è stato riferito della “stroncatura di Legambiente, che esegue piantumazioni non a norma”, come riporta la stampa locale di domenica 4 dicembre.

Più che il contenuto del divieto (che comunque ci riserviamo di verificare, stante la genericità dell’affermazione) ci stupisce il fatto che la giunta Mucci non abbia informato di ciò nessun cittadino gallaratese. Neppure attraverso il periodico “La Giunta Informa”, nessuno ha mai dato notizia del divieto. Nè l’ha fatto l’Assessore Simeoni (che scopriamo oggi avere la delega al verde). Ed ora, cosa dobbiamo aspettarci: l’ordinanza per estirpare i carpini? Personalmente conosco l’Assessore e non ho mai fatto finta di non conoscerlo. Più che “collaborare” abbiamo discusso per molto tempo: tutte le volte che lui ed il suo “esperto” del verde avevano già tagliato o si apprestavano a tagliare alberi. Non abbiamo mai avuto il piacere di discutere circa proposte di nuove alberature, nuovi parchi, ecc.

Non “collaboriamo” più da quando, a suo dire, non ha sufficienti fondi per mantenere gli impegni presi : in Viale dei Tigli si era impegnato dopo il taglio e la ripiantumazione di una dozzina di tigli, questa sì concordata con Legambiente (anche se dal tono dell’articolo sembra se ne sia pentito) a sostituire, a titolo sperimentale, un tratto di asfalto di circa 100 mt., con una pavimentazione traspirante.per consentire alle radici di “respirare” Se poi, come dice l’Assessore, il 30%dei tigli sono morti una causa, secondo noi, è costituita proprio dall’ asfalto che impermeabilizza tutto il viale. Poi ci sono le auto che urtano gli alberi e forse sarebbe opportuno riparare i pali tutori danneggiati.

E veniamo al giudizio circa l’interesse per il verde dimostrato da questa Giunta. Ci piacerebbe, ad esempio, sapere quali sono i trecentomila metri quadrati che cita il dott. Pasi. Quanto alla “sequoia dendrogigante”, se c’è, non è certo merito suo; oseremmo dire: c’è ancora nonostante il dott. Pasi. Se vogliamo fare l’elenco di tante bellissime e rare piante che il dott. Pasi ha fatto (concesso di) abbattere basta rileggere le cronache gallaratesi degli ultimi anni. Del resto fu lui a firmare nel dicembre 1988 la perizia che proponeva di eliminare, sempre in viale dei Tigli, subito 35 alberi “a rischio di schianto”, semprechè non si fosse preferita la soluzione più radicale di sostituire l’intero viale di 158 alberi!”.

Fra gli alberi che il dott. Pasi poteva salvare c’erano anche tutti quelli che esistevano lungo l’Arnetta prima che venisse “ricalibrato”, a cura del Magistrato del Po, l’alveo per garantire il deflusso delle portate di piena (intervento su cui non potevamo non essere d’accordo). Solo che con la “scusa” della ricalibratura si volevano (e purtroppo in molti casi è accaduto) tagliare anche gli alberi che stavano fuori sia dall’alveo che dalle sponde, ivi compresi quelli che stavano sull’argine, evidentemente non interessati dal deflusso delle acque.

Così, visto che il Comune era propenso all’abbattimento, Legambiente ha dovuto inventare la formula dell’ “adozione”, stipulando, al posto del Comune – che non ci credeva – una convenzione col Magistrato del Po che ha concesso di mantenere gli alberi lungo l’argine. Certo: poi abbiamo richiesto all’Amministrazione Comunale di prendersi direttamente in carico gli alberi. Il nostro bilancio è un po’ diverso da quello comunale e la manutenzione costa. Tuttavia la risposta è stata allora negativa (e lo è ancora oggi). Così che ci tocca fare da soli. Siamo riusciti a mettere a dimora 5 anni fa una decina di piante ormai ben rigogliose, sempre in occasione della festa dell’albero, coinvolgendo gli alunni della scuola elementare Dante Alighieri.

Quest’anno ne abbiamo reimpiantate 7 al posto di quelle abbattute dalle auto che parcheggiano sull’arginesenza alcuna regolamentazione (questa volta gli studenti erano dell’IPC “Falcone”). Abbiamo constatato che la sponda dell’Arno in quella zona è “terreno di nessuno”. Abbiamo fatto noi (con l’aiuto dell’AMSC) po’ di pulizia, ma le sponde (basta andare a guardare) sono piene di immondizia: Si tratta di una discarica abusiva. Su nostra richiesta i Vigili Urbani hanno rimosso ben 3 (tre) auto abbandonate da mesi lungo la via Colombo!

Di questo l’Assessore con delega al verde dovrebbe occuparsi: altro che accusare Legambiente di non rispettare le norme di legge…E infine veniamo al parcheggio sotterraneo di Piazza Risorgimento del quale, come giustamente l’assessore Simeoni dice, non conosciamo progetto. Del resto, il progetto potrebbe anche non esserci visto che l’assessore un giorno ne annuncia l’esistenza e il giorno dopo la smentisce, Noi possiamo allora solo dire questo: se si volesse fare un autosilo sotto Piazza Risorgimento, Legambiente non è d’accordo e raccoglierà firme contro la proposta per almeno due motivi:

1) si concentrerebbe in una zona già intasata da un fittissimo traffico di transito, altro traffico dovuto al nuovo parcheggio; 2) per fare l’autosilo si distruggerebbe inevitabilmente il verde della piazza, una delle poche piazze alberate di Gallarate dove vi sono ancora, nonostante i tagli autorizzati dal dott.Pasi, senza adeguato reimpianto, piante di notevole età e di alto valore. Pur senza avere visto il progetto, ritengo di potere affermare, se non altro per esperienza professionale, che un parcheggio sotterraneo in piazza Risorgimento è incompatibile con la conservazione delle alberature esistenti. L’onere della prova,contraria, crediamo tocchi all’assessore (se conosce il progetto).

Emilio Magni - Presidente Legambiente Circolo di Gallarate

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