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Ciao Fiorella. E grazie

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15 Settembre 2005

Egregio Direttore

oggi mi hanno annunciato che ieri pomeriggio Fiorella Ghilardotti è morta.
Fiorella io l’ho conosciuta una decina di anni fa, l’avevo invitata a venire ad un incontro del Circolo La Mimosa a Cassano Magnago per parlare della questione femminile.
Quali leggi in Europa, in Italia, cosa manca, cosa poter fare per raggiungere una vera parità?
Lei allora era Presidente delle Deputate socialiste al Parlamento europeo.
Era arrivata da noi in jeans e camicetta rossa, un venerdì sera direttamente da Bruxelles, per parlare con una trentina di donne, “meglio se non sono tutte compagne” mi aveva detto.
Lei era così, arrivava alla guida della sua auto di sera da sola, per parlare alle donne dei loro problemi.
“La metà del cielo, la metà della terra, la metà del potere” questo era il suo motto che voleva divenisse di tutte.
E potente, autorevole Lei lo era davvero, Europarlamentare, già Presidente della Regione Lombardia, eppure si fermava a parlare con noi liberamente, senza creare soggezione.
Mi aveva invitato ad andare a Milano dove a pochi giorni avrebbe tenuto un convegno “Donne nel cuore d’Europa”.
Ci andai, erano presenti molte importanti donne delle Istituzioni e della cultura, io nulla, eppure non mi fecero sentire estranea, era un bel clima adatto per apprendere.
Ci tenemmo in contatto io e Lei, sulla questione femminile era sempre disponibile “Avete candidato un donna socialista a Sindaco di Gallarate? Bene allora vengo a sostenerla”.
E venne e portò la sua competenza e la mise a disposizione di tutte.
Poi fu il mio turno “Mi hanno candidato alle Provinciali nel collegio di Gazzada”. “Perchè Gazzada non sei di Gallarate?” E giù a spiegarmi che nelle nostre sezioni le candidature le decidono gli uomini a scapito di donne e giovani. “Eh, ma adesso nel Partito mettiamo le quote, di lì non scappano”.
Venne per me a Morazzone un caldissimo sabato pomeriggio ai primi di giugno, malgrado la sua presenza l’affluenza fu scarsa, forse il sabato, forse il caldo.
Nel tardo pomeriggio ci sedemmo all’aperto degustando un vino bianco molto fresco che i compagni di Morazzone ci avevano offerto.
Non ricordo se lei ne bevve, ricordo che fumò molte lunghe sottili sigarette e che si parlò come vecchie amiche malgrado l‘abisso che ci separava.
Rammentò la sua infanzia povera, l’aiuto che nei mesi estivi dava ai suoi in campagna.
Lamentò il poco tempo che poteva dedicare ai figli, al marito con cui difficilmente, lei sempre in giro per il mondo per la politica, riusciva a condividere qualche viaggio.
La sera ci aspettava una cena elettorale dell’amico Munari a Vedano Olona, almeno lì sarebbero stati in tanti ad accoglierla.
C’era una paella enorme per più di 150 persone, il clima era allegro festoso.
Fiorella aveva scoperto di recente che i crostacei le davano allergia (chissà forse erano i primi sintomi della malattia), io le dissi che sarei stata ben felice di mangiare tutti i crostacei che lei avrebbe scartato e così facemmo con massima soddisfazione di entrambe.
Poi la malattia, un’operazione, due, le complicazioni, la chemioterapia, tutto affrontato con una forza incredibile, con la certezza di farcela di vincere, come lei era abituata a fare, sempre.
L’8 Marzo ci venne ancora a trovare, l’avevamo invitata noi donne del Circolo L’Incontro di Gallarate.
Venne in treno stavolta, era piuttosto magra, più bella malgrado la malattia, la voce più fievole, ma quanta passione sapeva ancora trasmetterci!
Passione per la politica che deve essere anche delle donne per le donne. Parlò dei diritti calpestati delle donne nel mondo, del turismo sessuale, delle ragazzine africane che a 14 anni sposano uomini maturi infetti da HIV e si infettano a loro volta e nascono bambini malati di AIDS.
Per una strana empatia l’ho chiamata al telefono martedì mattina poche ore prima che morisse. “Non c’eri al Global Progressive Forum venerdì alla Festa dell’Unità”, le ho detto.
Aveva dovuto andare in ospedale per una trasfusione “Sabato io c’ero però, mancavi tu”.
“Hai ragione, dai, speriamo di vederci presto” Ciao Fiorella.

Adriana Scanferla

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