Come è possibile che un funerale si trasformi in una marcia razzista?
23 Giugno 2005
Egregio direttore,
pur essendo forte il dolore e l’indignazione per la morte di Claudio Meggiorin, come è possibile che un funerale si trasformi in una marcia razzista?
Ma cosa sta succedendo nei nostri paesi, nelle nostre città?
Lo spirito di vendetta, un odio furioso e cieco stanno facendo dimenticare la pietà, calpestano il dolore, travolgono il buon senso; sia pur di fronte a un fatto grave, un delitto atroce non può colare la lava corrosiva dell’odio, del rancore, della bestalità del “facciamoci giustizia da soli”.
Ma di quale giustizia si parla nel momento in cui si dovrebbe onorare in silenzio la morte di un giovane orribilmente strappato alla vita dalla lama brandita da un albanese, ma poteva essere un concittadino; ma che importanza ha di fronte a una vita spezzata coltivare il seme malato del razzismo che genera altri drammi, che inevitabilmente reca con sè altri orrori, che confonde le coscienze, le inquina, le avvilisce, le mortifica?
Ho letto che arriveranno in massa di “ultrà” come per una partita di calcio, forse non mancheranno cori oltraggiosi e razzisti, sfileranno in corteo e in mezzo quella povera bara, quel povero corpo inerte, senza rispetto, senza decenza, senza il conforto della preghiera e del silenzio.
Stiamo scivolando verso un baratro, la Legge, le Istituzioni, i cittadini di buona volontà fermino questo scempio della ragione.



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