Io, comunista, non sarò alla manifestazione “per la pace”
4 Novembre 2022
Egregio direttore,
è stata infine indetta la manifestazione nazionale “per la pace” del 5 novembre 2022 a Roma, introdotta da numerosi presidi e altre iniziative preparatorie locali già in svolgimento. Anche a Gallarate si è tenuto un presidio [nella foto, ndr] al quale ho aderito convintamente come primo passo verso una logica di pace, un momento comune e condiviso sull’obiettivo comune Tacciano le armi, basta invio di armi.
L’organizzazione della tanto attesa “manifestazione unitaria”, però, non rispetta gli obiettivi che ci siamo prefissi tant’è che è stato prodotto un testo della convocazione davvero singolare:
“CESSATE IL FUOCO SUBITO – NEGOZIATO PER LA PACE. METTIAMO AL BANDO TUTTE LE ARMI NUCLEARI, SOLIDARIETÀ CON IL POPOLO UCRAINO E CON LE VITTIME DI TUTTE LE GUERRE”, la piattaforma della manifestazione:
Nessuna denuncia sulle responsabilità della situazione attuale, nessun accenno alle cause del conflitto, dal sostegno al golpe di piazza Maidan nel 2014 con il sabotaggio degli accordi di Minsk fino alla non risposta sulle richieste sulla sicurezza poste dalla Russia sul finire del 2021, dalla strage di Odessa ai bombardamenti in Donbass che proseguono tuttora incessantemente facendo strage di civili nella assoluta indifferenza di una UE che è sostanzialmente piegata alla volontà di USA e NATO.
Nessuna contestazione o accenno rispetto alle politiche italiane di riarmo e all’invio massiccio di armi riconfermate anche dall’attuale governo.
Nessun accenno all’uscita dell’Italia dalla guerra, cioè allo stop all’invio di armi e ai finanziamenti per la guerra. Nessuna richiesta concreta al ruolo che il nostro paese, ricco di una Costituzione che ripudia la guerra, dovrebbe mantenere per trovare la strada per quel negoziato necessario per contrastare qualsiasi deriva bellicista. La lotta per la Pace viene ridotta a slogan inadeguato alla situazione che stiamo vivendo.
Condivido le considerazioni del COMITATO UCRAINA ANTIFASCISTA BOLOGNA sulle CONTRADDIZIONI DELLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEL 5 NOVEMBRE
— Chi parla del nemico è lui stesso il nemico
La piattaforma per il 5 novembre sembra fatta apposta per allargare la presenza in piazza ai peggiori responsabili della precipitazione bellica e della crisi energetica, economica e sociale in cui questa guerra, come tutte quelle che l’hanno preceduta, ci sta scaraventando.
Chi non fosse convinto di queste nostre preoccupazioni vada a leggersi il più esplicito “APPELLO PER PARTECIPARE ALLA MANIFESTAZIONE DI SABATO 5 NOVEMBRE” fatto circolare da Micromega con le firme tra gli altri di Erri De Luca, Paolo Flores d’Arcais e Gad Lerner:
https://www.micromega.net/manifestazione-5-novembre-pace-appello/ .
Il titolo è eloquente – “TUTTI IN PIAZZA: PACE SUBITO, SOLIDARIETÀ CON L’UCRAINA, PUTIN GO HOME!” – e gli obiettivi sono dichiarati senza infingimenti: “Pace vuol dire il ritiro dell’aggressore entro i suoi confini, ogni altra soluzione sarebbe un premio a chi la pace l’ha violata, sterminando civili, violentando donne, massacrando e torturando.” In pratica, si invita ad andare in piazza per ulteriormente stigmatizzare il “nemico” russo e soffiare sul fuoco della demonizzazione e della contrapposizione, come già fatto dinanzi all’Ambasciata russa a Roma da ben note forze politiche. Di fatto, un colpo di spugna agli accordi di Minsk.
La situazione che si va prospettando per il 5 novembre appare perciò quella già ben descritta nei versi del grande Bertold Brecht –
Al momento di marciare
molti non sanno
che alla loro testa marcia il nemico.
La voce che li comanda
è la voce del loro nemico.
E chi parla del nemico
è lui stesso il nemico.
Gallarate 4 novembre 2022
Piero Osvaldo Bossi
PCI Gallarate



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