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Con la “strage” di avanotti, quattro anni di ricerca andati in fumo

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25 Gennaio 2007

Egr Direttore,
mi chiamo Pietro Ceccuzzi e sono un ricercatore dell’Università dell’Insubria, le scrivo per renderle noto un fatto successo durante la notte a cavallo tra il 23 ed il 24 Gennaio 2007 presso l’Incubatoio APD Tinella ’72 di Groppello. La struttura nata nel 2000 è stata finanziata dalla Provincia di Varese e seguita dall’Università dell’Insubria per quanto riguarda il progetto di reintroduzione del persico, ed è una delle piccole realtà esistenti in zona dove vengono prodotte molte specie ittiche autoctone in pericolo o con popolazioni molto ridotte.
Il centro di produzione ittica di Groppello realizzato nei pressi della foce del Torrente Tinella è costituito da alcune vasche in vetroresina nelle quali vengono stabulati avannotti di diverse specie ittiche (trote, persici e lucci) che attendono di essere seminati nelle acque pubbliche. Sono poi presenti anche degli schiuditoi dove le uova dei pesci vengono poste ad incubare prima della schiusa.
Come dicevo prima durante la notte del 23 Gennaio, una persona poco intelligente e senza scrupoli ha pensato bene di introdursi nella struttura e sabotare con una sostanza velenosa le vasche, e l’avannotteria dell’impianto.
Risultato dell’avvelenamento 140.000 trotelle e 85 riproduttori persico morti, con in più danni all’impianto stesso dovuti alla rottura di alcuni tubi e alle incrostazioni che la sostanza (olio da tornitura) ha provocato. I primi sospetti fanno pensare ad una ritorsione contro l’Associazione e la Provincia per aver chiuso alla pesca un tratto di lago di 250 m2 di fronte alla foce del Tinella, sicuramente una delle più pescose e ricche di pesce del lago di Varese e proprio per questo da proteggere. L’amarezza più grande a parte l’atto in se stesso è dovuta al fatto che in poche ore sono stati buttati alle ortiche ben 4 anni di lavoro, duro e faticoso, basato solo ed esclusivamente sul volontariato ed in più dedicato a tutti i pescatori dilettanti e professionisti.
Spero che la Polizia Provinciale possa presto prendere e mettere alle strette questi “stupidi” che pensando di fare un dispetto all’Associazione hanno creato un danno a tutta la comunità che gravita intorno al lago.
La ferita sarà difficile da rimarginare, ma siamo pronti a ricominciare da capo rimboccandoci le maniche.
Distinti saluti

Dr Pietro Ceccuzzi, Università degli Studi dell'Insubria, Dipartimento di Biotecnologie e Scienze Molecolari

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