Corsi di arabo, un diritto negato
9 Novembre 2005
Caro direttore,
chiedo ospitalità per esprimere la mia riprovazione in merito alla vicenda dei corsi di arabo all’Istituto Galilei di Tradate.
Infatti, le dichiarazioni del Sindaco di Tradate S. Candiani e del Presidente del Consiglio Comunale, tal Fabio Tonazzo, non solo sono strumentali come nello stile rozzo, xenofobo e razzista che contraddistingue la Lega Nord, ma sono lesive delle prerogative assegnate all’istituzione scolastica in materia di programmazione didattica in relazione ai bisogni rilevati.
Come è noto a chi si occupa di pedagogia interculturale e dell’integrazione degli alunni stranieri, i corsi di arabo nascono in virtù di un protocollo d’intesa sottoscritto dall’Ufficio scolastico regionale e dal Consolato marocchino al fine di assicurare tre ore d’insegnamento extrascolastico facoltativo di lingua e cultura araba in cinque province lombarde.
Pertanto il CSA (ex provveditorato) della provincia di Varese (che rientra tra le province coinvolte nel progetto) ha individuato le sette scuole in cui avranno luogo le lezioni di arabo, sulla base degli istituti con la maggiore presenza di scolari stranieri e tra questi l’Istituto Galilei.
D’altronde, che Tradate si avvii ad essere sempre più multietinica lo dimostrano i dati dell’anagrafe: dal 1 gennaio 2005 ci sono stati ben 731 nuovi immigrati censiti nel comune di Tradate, di cui 195 appartengono alla comunità marocchina e quindi l’arabo non è certo una lingua scelta a caso da chi deve sovraintendere agli indirizzi della programmazione scolastica.
Sulla base di questi dati oggettivi non solo quindi sono fuori luogo le critiche alla neo-preside signora Menditto, ma le sopra citate esternazioni dimostrano da un lato una manifesta carenza d’informazione e dall’altro che la Lega Nord disdegna una impostazione pedagogica dal respiro così elevato, considerando mera forza lavoro la popolazione immigrata, senza i suoi bisogni di riproduzione sociale.
Infine, che la Lega Nord strumentalizzi la questione per mera propaganda politica, è una costante di questa formazione di estrema destra, come d’altronde hanno documentato, in maniera inoppugnabile, nel volume “Intolleranze”, sottotitolato “Cronache di una Provincia Lombarda 2000-2004”, Enzo R. Laforgia e Michele Mancino.
Altresì, però, deve preoccupare chi ha a cuore un’idea di autonomia, di convivenza e di educazione elevata nel campo della scuola pubblica, soprattutto in tempi di avanzante devolution e di oscurantismo autoritario delle forze reazionarie.



Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.