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Da Berlusconi a Prodi è sempre la stessa servitù volontaria

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21 Gennaio 2007

Egregio direttore,

il governo Prodi è orientato a dare il via libera alla costruzione di una nuova base militare Usa a Vicenza, che si aggiungerà a quella già esistente nel cuore della città (Camp Ederle). Si tratta di una decisione che pone gravissimi problemi di democrazia e di collocazione internazionale dell’Italia.
La nuova base militare al Dal Molin sarà, infatti, una base pienamente operativa e funzionale alla dottrina della guerra preventiva. Da questa base partiranno le missioni dei paracadutisti statunitensi in tutto l’arco di crisi mediorientale ed eurasiatico: il territorio di Vicenza sarà ancor più inserito dentro un apparato bellico che vede l’Italia pienamente coinvolta.
D’altra parte, l’ampiezza del dissenso e della mobilitazione popolare contro la costruzione di una nuova base militare a Vicenza rivelano in modo incontestabile che la decisione del governo cozza frontalmente con la sovranità popolare. Questo governo si basa su una coalizione di forze che oggi sono chiamate a scegliere tra questo principio e la lealtà ad un esecutivo orientato su una scelta antidemocratica e bellicista.
È tempo che si apra una vasta e possente battaglia democratica e popolare contro i vincoli introdotti dai trattati internazionali a cui è sottoposto il nostro paese. La “relazione speciale con gli USA” o la fedeltà atlantica nella NATO non possono più essere dei dogmi indiscutibili per l’Italia del ventunesimo secolo. Il rapporto di servilismo e subalternità agli USA e alla NATO e la presenza delle loro basi militari nel nostro territorio vanno posti radicalmente in discussione. Di fronte alla continuità della subordinazione atlantica sono perciò risibili i discorsi sulle iniziative “autonome” dell’Italia in Libano o in Medio Oriente. Al contrario, le missioni militari in questi teatri assumono il segno della complicità con la strategia americana della divisione e della guerra civile, applicata in quella regione.
Dopo il caso Abu Omar, la tragedia del Cermis e l’omicidio di Calipari, con la decisione di approvare la costruzione di una nuova base militare a Vicenza si riconferma pertanto quella scelta della ‘servitù volontaria’, che conferisce sempre di più a questo governo la fisionomia di un mostruoso ircocervo: il berlusconismo senza Berlusconi.

Enea Bontempi

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