Da un amico di Claudio (l’altro, quello del post-it)
20 Giugno 2005
Caro direttore
ti chiedo ospitalità per ringraziare di cuore il mio “scribacchino” preferito.
Dopo tante flatulenze, finalmente una boccata d’ossigeno. Un semplice post-it mette in fila osservazioni “normali” che tuttavia, nel clima varesino, sembrano sovversive.
Su tutte, mi colpisce quella sulla timidezza di una società civile che, colpevolmente, non se l’è sentita di esporsi contro la deriva nazi-padana.
A parziale giustificazione, sottolineo l’assenza di un qualsiasi incoraggiamento al riguardo (a parte quello, caduto immediatamente nel vuoto, di Massimo Tafi).
Da chi sarebbe stato logico aspettarselo sono invece arrivati responsabili richiami alla calma e alla ragionevolezza. Benissimo, ma rivolti a chi? Agli amici di Claudio? Al Maroni che invita ad alzare la voce, al Fumagalli che invoca il giro di vite? O al Paragone che lombroseggia sugli “slavi”? E per fare che cosa? Diamine, per aprire con loro un confronto civile e democratico (buona fortuna) sull’immigrazione clandestina, piaga da affrontare con fermezza. Anche con, testuale, “maggiori fondi per rendere effettive le estradizioni”.
Gira e rigira, in troppi sembrano convenire che gli irregolari sono un problema, anzi “il problema” di Varese. È un omaggio al marketing politico della Lega del quale non si sentiva la mancanza (nella speranza non si tratti di idem-sentire).
Ne consegue allora che quell’altro problemino sarebbe solo una sgradevole ricaduta… Strano, dal momento che Varese se lo porta dietro da ben prima che diventassimo tutti candidati al mattatoio slavo. Parlo, è chiaro, del cospicuo e tracotante presidio territoriale da parte di un “codice penale ambulante”, verso il quale le molte telecamere sono cieche e gli amministratori muti.
Presidio icasticamente confermato dalla manifestazione di giovedì. Che è finita nel sollievo generale. Neanche un albanese massacrato. Che culo, che prova di “civiltà e stile” da quei bravi ragazzi, e che scorno per i gufi e i cretini, irrisi da chi gufo senz’altro non è e comunque, bestia per bestia, predilige gli sciacalli.
La chiudo qui, ringraziando ancora Claudio Del Frate e aspettando fiducioso le ingiurie che gli pioveranno addosso, nonché qualche altro spot su questa serena città, accogliente land of tourism per “pregiudicati per spaccio, per rapina, ex sorvegliati speciali, indagati per tentato omicidio e rissa”. Però orgogliosamente italiani e col passaporto in regola.



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