Dagli amici mi guardi Iddio
31 Ottobre 2006
Caro Direttore,
come sa nei giorni scorsi mi ero preso molto a cuore, come genitore, la questione della Scuola Elementare “Addolorata”, sollecitando l’attenzione di Varesenews. Avevo anche predisposto una lettera aperta al Sindaco, nella quale suggerivo il “ricredersi” come scelta coraggiosa e propria delle persone serie nel momento in cui si avvedono degli errori.
Ieri – preso atto di questa serietà e della disponibilità della Giunta a rivedere le proprie posizioni – ho sospeso l’invio della lettera, anche in accordo con i rappresentanti dei genitori, e ho passato una serata serena con mia figlia e mia moglie, certo di un esito positivo della vicenda.
Ora sfoglio – come sempre – Varesenews e leggo la presa di posizione del Consigliere Nicoletti, che era stata in qualche modo preannunciata ma che speravo (beata ingenuità) fosse sfumata. E mi agito: da un lato mi preoccupa moltissimo – e francamente non tollero – la possibile strumentalizzazione politica, da qualsiasi parte provenga, delle sorti e dei destini di mia figlia; dall’altro mi viene in mente un aneddoto storico: quando Galileo venne posto sotto accusa per eresia dal Tribunale dell’Inquisizione, Tommaso Campanella (dal suo pulpito di una vita, ossia il carcere) scrisse una “Apologia Pro Galilaeo” che lo scienziato pisano non accolse molto bene. “Grazie, Tommaso, ma lascia perdere… Non è il caso… Basta il pensiero!…”. Il pulpito e le argomentazioni della difesa rischiavano di creare a Galileo problemi ancor più gravi di quelli che già subiva.
Ora, Consigliere Nicoletti, lasci perdere per cortesia gli appelli alla coerenza delle decisioni di Giunta: non vorrei mai che – grazie a lei – decidessero di ricredersi nuovamente. Lasci i nostri bambini alle conseguenza di una decisione saggia, per quanto controversa. Non faccia il Campanella!



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