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Dalla provincia del grande impero

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7 Dicembre 2005

Viviamo nella provincia o siamo solo la periferia del grande impero? dubbio inrisolto. La certezza che nel nostro angolo di impero ci sono tutte quelle cose che macchiano di nefandezza e di cupi colori il modello di vita e svilluppo che ci opprime, tutte tranne una la TAV.
Abbiamo le telecamere, abbiamo le banche, abbiamo le agenzie immobiliari ed il problema abitativo annesso, abbiamo la base NATO per l’intervento rapido, abbiamo le cattedrali del consumo e del controllo e della precarietà della vita ovvero i centri commerciali….poi abbiamo tante altre cose, belle e brutte, ma le prime che ci vengono in mente sono queste.

Cioè a ben vedere abbiamo tutto ma proprio tutto, tutto ciò che ci dicono essere utile per essere una civiltà evoluta, cioè tutto quello che serve per farci credere di vivere in una democrazia (anche se rappresentativa) e di vivere in un angolo di cielo dove si sta bene e dove non ci manca nulla.

Beh se poi uno ha un contratto trimestrale, oppure è senza lavoro, oppure è senza casa perchè l’affitto o un mutuo sono inarrivibili per chi oggi ha un lavoro e domani no ma anche difficilmente arrivabili per chi un lavoro c’e’ l’ha, quello è solo un piccolo prezzo da pagare per il benessere comune, che poi è il benessere di pochi e sempre meno nel grande gioco del neoliberismo.

In tutto questo ci manca la TAV, la tratta ad altra velocità, grande invensione che portarà un mutamento irrimedibilmente tragico e distruttivo in tutta la Val di Susa, dopo averne portato gia in diverse parti della provincia o della periferia dell’impero.
Per questo siamo solidali e vicini a tutti i valliggiani in rivolta ed in lotta contro la TAV, siamo vicini e solidali a quelli che durante il presidio di Venaus sono stati caricati selvaggiamente e violentemente (6/12/05) dalla polizia che si dimostra sempre più essere garante dei potenti del pianeta e non della popolazione.

Potenti che hanno diversi colori, ma una sola parola d’ordine LEGALITA’. Legalità senza però citare la legittimità, la legittimità d’azione che porta chi ha fame, chi è sfruttato, chi ha altri problemi a occupare case, occupare spazi di aggregazione o infrangere la legge in mille altre piccole maniere, ma senza portar alcun danno alla popolazione.

Officina Shake, che sa di vivere geograficamente in una provincia ma non sa se vive nella provincia o nella periferia dell’impero, pensa che il controllo sia il nuovo strumento di espansione e crescita del potere e del neoliberismo, controllando e ordinando i potenti riscono a organizzare e determinare i ritmi produttivi e di vita, creano mode e stili di vita secondo le necessità del capitalismo. Riproducono il sistema di controllo nelle strade e nei centri commerciali. Con la guerra esportano la democrazia, la democrazia delle banche, del controllo, delle bombe, dei flussi di denaro ovvero la democrazia del neoliberismo.

Officina Shake - Castellanza

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