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Deplorevole l’aggressione ai giovani di “Au”

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25 Ottobre 2006

Egregio direttore,

oggi 24 Ottobre 2006 (50 anni e un giorno dopo la rivolta d’Ungheria sedata nel sangue dai sovietici) alla facoltà di Scienze politiche della statale di Milano, era una giornata come tante altre.
L’unica particolarità era che, nella centralissima sede di Via Conservatorio, si stava svolgendo un banchetto con un tricolore sul tavolo, organizzato da Azione Universitaria. Io ero lì e passate le 12.30 nella testa di un gruppo di esseri umani (se così si possono definire) è scattato qualcosa di malsano: si sono avventati contro il
banchetto l’hanno preso e lanciato in aria, piegandone anche una gamba, e al grido di “fascisti di merda” hanno iniziato ad agitare i caschi integrali, che brandivano come spranghe, contro i ragazzi di Azione Universitaria, che, colti di sorpresa, hanno tentato una timida difesa,
anche se audace e ammirabile. Era una bolgia, poi gente esterna ai fatti hanno iniziato a dividere i contendenti e a dare degli ignoranti e degli animali agli antagonisti.
Una volta finita la “spedizione punitiva” degli pseudo-compagni e divisi i due schieramenti, i ragazzi di AU iniziano a chiedersi il perchè di tutto forse il tricolore per loro funziona come il rosso per il toro?
Partono le critiche di tutti verso gli squadristi di turno e loro sentendosi in difficoltà hanno saputo dire solo una cosa: “i fascisti qui recitano la parte dei bravi ragazzi, poi fuori magari ci uccidono”…Sono rimasto basito, non avevo parole dal distribuire un volantino di invito per una festa all’uccidere qualcuno ce ne vuole e pure parecchio, era evidente la loro falsità e il loro intento: far capire a chi non la pensa come loro che doveva stare zitto.
Poi finalmente scendeva il preside di facoltà ed io pensavo che probabilmente avrebbe preso dei seri provvedimenti visto che gli infami non erano ancora scappati … invece dopo che li ha visti in faccia, dopo che ci ha parlato per sapere come sono andati i fatti, dopo che gli sono stati indicati mentre scappavano, il prof Daniele Checchi (…)ha detto che non poteva fare niente, perchè non sapeva chi era stato e che era contrario ad una qualsiasi denuncia, anche contro ingnoti, da parte dell’università.
Io ero lì e sono stato colto di sorpresa anch’io, è difficile ammetterlo, ma per un attimo ho avuto paura anche io e non sono entrato nella mischia. Spero che cose del genere non debbano essere più viste in un ateneo universitario, ma se riaccadranno sicuramente non mi tirerò
indietro e farò di tutto per stare spalla a spalla con i ragazzi di AU o con chiunque voglia esprimere liberamente la sua opinione.

Matteo Sabba, Azione Giovani - Busto Arsizio

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