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Donne e politica

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31 Gennaio 2007

Egregio Direttore,

mi ha fatto piacere questa mattina sentirmi “consultata” per una battuta in riferimento alla lettera pubblicata su Repubblica della Signora Veronica Berlusconi.
Forse mi avete chiesto un commento già memori del mio pensiero che sostiene il “vivi e lascia vivere” nel senso più rispettoso del termine riferito al “mio” Cavaliere preferito, che ormai non può muover dito senza che ci sia una bella parte del paese (sempre più ridotta però, e consentitemi di gongolarne!) pronta ad additarne look, valori, principi, collaboratori, medici, chirurghi estetici e cantautori.

Oggi più che mai confermo che sia superfluo evidenziare il buon gusto (o comunque il gusto) di Silvio per le belle donne… la prima l’ha sposata… le altre sicuramente da buon uomo italiano non disdegna di guardarle ed apprezzarle. Umano!
Quel che ho trovato fuori posto è stato già sottolineato dalle mie “colleghe azzurre”, perché non c’è niente di più vero che l’essere infastidite dalla tanta stoltezza della scelta della Signora Veronica di affidare ad “un” giornale una “paranoia femminile” spinta al puro femminismo. Non mi è piaciuto l’accostamento “gossip-valori di famiglia” e mi spiego: non è corretto, per un commento tanto banale, fatto in una serata forse altrettanto banale condita sicuramente di bellone scosciate e “stettate” (perdonate la franchezza) tirare in ballo i valori riferiti alla crescita e all’educazione dei figli.

Stride… stride che si paragoni ad una battuta da telegatto il lavoro di umana (e con umana si intende di sicuro con pregi, difetti, errori e successi) educazione dei figli. Ragazzi fortunati, certo, ragazzi d’oro, ma sicuramente ragazzi di principi, di cuore, impegnati nel lavoro perché evidentemente a loro è stato insegnato il valore del lavoro e impegnati con successo umano nella vita… E se anche il loro papà  fa una battuta  forse diventa un papà peggiore? Non credo.
Se invece si vuol essere cinici e aprire il capitolo della “moglie tradita che non ne può più e si sfoga”… beh, non è mio pane nel senso che non mi interessa cavalcare quest’onda… lo lascio fare a chi ne fa suo pane per il gossip o per le caricature degli “Zelig” di turno…
Quello che invece vorrei sottolineare, senza che MAI mi venga attribuita un’anima femminista o pro quote rosa è più in generale il ruolo di noi donne che siamo impegnate in prima linea nel mondo della politica.
Vorrei ovviamente riportare una esperienza di tipo locale, quotidiano, circoscritto ai nostri impegni ed alle nostre cariche di rappresentanti nel territorio.

Non siamo in tante, inutile negarlo. E la mia personale opinione è che non siamo in tante perché non è facile farlo nel modo più corretto, discreto e serio possibile. Mi spiego: è tanto facile proporsi… dove il proporsi è “riempire la scena con colpi di sole, sorrisi e presenza”. È facile perché fa piacere ai maschi e fa piacere anche alle stesse donne che  hanno questo “palcoscenico” come sola finalità. Ma per fortuna da un palco si sale e si scende anche in fretta se al di là della bella cornice il quadro è pietoso . E per fortuna sono proprio gli stessi uomini ad indicare la porta d’uscita a chi punta ai riflettori e non ai contenuti.Insomma… sono le donne stesse il più delle volte a “farsi fuori da sole”!
Sembra banalità, che sicuramente  in tanti vorranno smentire dicendo che però non è così agli “alti vertici”, dove invece pare che la sostanza sia sempre in secondo piano rispetto alla forma( e allora  via a giustificare gli sfoghi della “povera” Veronica!). Beh, per quel che può valere, o per quel che può interessare (per carità, magari niente!) l’esperienza personale che da quasi otto anni vivo nella politica locale è totalmente edificante…soprattutto per una ragazza giovane che può dire di aver trovato il suo posto e la sua dimensione all’interno del quadro politico ed amministrativo cittadino grazie al lavoro trasparente. Mio, che forse (anche con i  colpi di sole!) ho creduto al valore dei contenuti .E di chi ha creduto in me perché quei contenuti ha saputo insegnarmeli. Credo che questo pensiero sia condiviso da tutte le mie colleghe, che lavorano gomito gomito con gli uomini di Forza Italia  in città ogni giorno e che lavorano sodo non perché dobbiamo riscattarci con le quote rosa, ma semplicemente perché noi a differenza della Signora Veronica non abbiamo scelto di stare “nell’ombra” bensì in prima linea. Sono scelte. Dettate dalle priorità, dalle attitudini e dal carattere. Nessuno dice che siamo migliori noi in campo piuttosto di chi sceglie di stare al braccio di un uomo importante..Dietro un grande uomo sta sempre una grande donna, no? Vero. Come vero è che ci sono donne che stanno di fianco ai grandi uomini, senza per forza fare le veline da un estremo o le rivendicatrici di “oasi rosa protette” dall’altro. Stanno in campo con le difficoltà di ogni donna, con le fragilità di ogni donna, con la determinazione di ogni donna. E a chi ci dice che forse siamo brutte ed ecco perché abbiamo concentrato tutto sul “cervello”… beh, insomma Caro Direttore… non lasci cavalcare quest’ultima ipotesi… sfoderi un paio di nostre foto(che so Lei ha) un po’ più carine di quelle accanto ai commenti di questa mattina, no? ;)

Scherzi a parte…Varese e provincia hanno dei bei personaggi impegnati nel mondo politico. Io sono fiera di potermi rapportare a delle amiche che sono donne splendide. Anche noi durante le nostre cene ogni tanto pizzichiamo i commenti dei  nostri uomini sulle bellone ai tavoli vicini , ma suvvia Signora Veronica, quel Raul Bova lì seduto in terza fila alla serata dei Telegatti non mi dica che Lei non lo ha guardato??!!! Eppure… che gran brava mamma è stata con  Piersilvio e combriccola???!!!

Simpaticamente

Stefania Cipolat - Varese

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