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Dr. Jekyll e Mr. Hyde in banca

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3 Gennaio 2007

Egregio Direttore,

è recente la notizia che l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha espresso il suo parere favorevole alla fusione tra BANCA INTESA e SAN PAOLO IMI. Tale autorizzazione è vincolata, tra le altre cose, alla cessione di ulteriori 197 filiali e questa volta, con un sospiro di sollievo, dobbiamo notare che la nostra provincia non sarà coinvolta.
Questo non vuol dire, che la FISAC-CGIL dimenticherà le colleghe ed i colleghi coinvolti nelle cessioni al CREDIT AGRICOLE (CARIPARMA), anzi il nostro impegno è proprio quello di essere al loro fianco, nella nuova esperienza lavorativa, nel tutelare la loro professionalità ed i loro diritti.

L’anno nuovo ha così portato con sé la nascita definitiva del nuovo colosso del credito, INTESA-SANPAOLO, che ha adottato come governo della nuova impresa quello di tipo dualistico, con un Consiglio di Sorveglianza e un Consiglio di Gestione. Questo tipo d’amministrazione dell’impresa fa riferimento al modello tedesco, nato dall’esigenza di dare rappresentanza nell’organo di sorveglianza ai lavoratori. Questa ipotesi non è prevista dalla nostra legge, e pertanto aumentano i rischi che i controllori siano l’altro aspetto dei controllati, soprattutto se, come pare, nel consiglio di sorveglianza non saranno presenti membri effettivamente indipendenti.
Al momento il significato ultimo di questa scelta sembra quello di non sconvolgere gli equilibri, tra i due istituti confluiti nella neo banca, permettendo di non scontentare quasi nessuno. Così, se da una parte si annunciano esuberi del personale, dall’altra si moltiplicano le poltrone.
Consiglio di Gestione 11 poltrone, Consiglio di Sorveglianza 19 poltrone.
Lupo non mangia lupo. Dirigente non mangia dirigente.

Nel frattempo BANCA INTESA, pur utilizzando metodi di comunicazione moderni, quali i fumetti, che spiegano al collega come si debba “conformare” (compliance se vogliamo usare le lingue) alle norme etiche, continua con le pressioni più o meno educate, più o meno conformi, per aumentare le vendite di questo o quel prodotto e pone obiettivi da raggiungere che di etico hanno poco o nulla.
E’ come se questa banca, insieme a tutto il sistema del credito, vivesse uno sdoppiamento della personalità. In pubblico una personalità rispettosa del cliente; in privato una personalità, ostile verso i propri dipendenti, con un unico obiettivo: la vendita senza se e senza ma.
Una banca Dottor Jekyll e Mr. Hyde.

Intanto i lavoratori del SAN PAOLO IMI, l’altra banca interessata al matrimonio, nelle scorse settimane hanno partecipato alle assemblee tenute nelle filiali presenti sul nostro territorio. Hanno approvato la piattaforma di fusione che prevede, tra i sindacati presenti nelle due aziende, una strategia comune per la trattativa di fusione da attuare all’atto della presentazione, da parte di INTESA-SANPAOLO, del piano industriale. I lavoratori hanno espresso la propria condivisione dell’accordo firmato nei giorni scorsi tra aziende e sindacato, che permetterà a circa 5200 lavoratori di aderire in modo volontario al Fondo di solidarietà del Credito (finanziato da aziende e lavoratori), senza alcun aggravio per le casse dello Stato.

I lavoratori hanno anche preso “distanza” rispetto al capitolo sulle “assunzione dei figli dei dipendenti”, che una qualche eco ha avuto anche sui media nazionali (vedi l’articolo “Staffetta tra padri e figli” sul Sole 24 Ore del 7/12/06).
Le lavoratrici ed i lavoratori hanno, in questo modo, manifestato, tramite un ordine del giorno, un sì per le selezioni aperte a tutti – figli dei dipendenti compresi – in conformità a criteri noti e verificabili; un no ad ogni forma di discriminazione nei principi d’accesso alle selezioni e ad ogni forma di favoritismo in qualunque aspetto e modo essa si manifesti. La staffetta tra padri e figli non può essere uno scambio tra la rinuncia agli incentivi del padre e l’assunzione del figlio.

Varese, 3 gennaio 2007 Ludovico Reverberi
Segretario Generale FISAC CGIL di Varese
Francesco Clerici
Segretario FISAC CGIL di Varese

Ludovico Reverberi

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